Ariel Sharon, la morte è imminente: è in coma dal 2006

Colpito da un ictus il 4 gennaio 2006, l’ex premier israeliano è in stato di coma da otto anni. Secondo i medici dell’ospedale Hadassah la sua situazione sarebbe gravissima

Aggiornamento 6 gennaio 2014, ore 12:57 Il quotidiano israeliano Haaretz, che cita fonti mediche vicine all’ex premier Ariel Sharon, scrive quest’oggi dell’aggravarsi delle condizioni fisiche dell’ex primo ministro israeliano, in coma da 8 anni e recentemente peggiorato.

“A meno di una svolta come un miracolo le sue condizioni continueranno a peggiorare di giorno in giorno.”

è quanto ha reso noto lo staff medico dell’ospedale di Tel ha-Shomer, che parla di un aggravamento generale del quadro clinico dell’85enne. Il peggioramento è dovuto, in particolare, ad un ulteriore “cedimento” degli organi interni, che a fatica sostengono la lotta silenziosa tra vita e morte che Sharon combatte oramai da 8 lunghi anni.

Aggiornamento 5 gennaio 2014, ore 10.26: l’ultimo bollettino medico parla chiaro, la situazione clinica di Ariel Sharon è peggiorata ulteriormente e la morte dell’ex premier di Israele sembra imminente. Lo ha reso noto l’ospedale Tel Hashomer di Gerusalemme in cui Sharon è ricoverato da anni.

Le condizioni di salute dell’ex premier si erano aggravate nei giorni e col passare delle ore si era registrato un lento e graduale declino.

Ariel Sharon in punto di morte

È in coma dal 4 gennaio 2006 Ariel Sharon, ma nelle ultime ore la sua situazione clinica è peggiorata ulteriormente. Secondo i medici dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme gli organi vitali dell’85enne ex premier di Israele starebbero cedendo. Il blocco renale causato da un’infezione cronica non consente il corretto filtraggio delle impurità e delle tossine trasportate dal sangue.

Colpito da un lieve ictus il 18 dicembre 2005, Sharon si era prontamente ripreso ed era tornato alla politica impegnandosi nel lancio del nuovo partito centrista Kadima, in corsa per le elezioni politiche del gennaio 2006. Ma, proprio il 4 gennaio 2006, era stato colpito da un secondo ictus, molto più intenso. Trasportato d’urgenza dal suo ranch nel Neghev all’ospedale Hadassah di Gerusalemme, entrò in coma e, da quel momento, non si è più ripreso.

In questi otto anni Sharon, oggi 85enne, è stato assistito dai figli Ghilad e Omri che hanno scelto di tenerlo in vita con una continua assistenza medica, nonostante l’uomo non abbia dato alcun segnale che potesse far pensare a un risveglio. Qualche anno fa i figli pensarono di farlo trasferire nel ranch familiare del Neghev, ma il progetto si era rivelato da subito irrealizzabile. Due mesi fa Sharon è stato sottoposto a un intervento chirurgico il cui fallimento ha complicato il quadro clinico. Un mese fa l’uomo è stato trasferito in rianimazione e negli ultimi due giorni la situazione è precipitata.

Nella serata di ieri Ghilad ha raggiunto il capezzale del padre, confermando ai giornalisti presenti la gravità della situazione.

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