L’estate delle feste (di partito)

L’estate è senza dubbio il periodo dell’anno consacrato alle vacanze ma, per la politica, rappresenta anche un momento di riflessione in vista della riapertura dei battenti di Montecitorio. Le feste di partito, diventano, così, luogo privilegiato di confronto per provare a recuperare, forse, quel dialogo che, per motivi ancora ignoti, è venuto meno all’improvviso tra

L’estate è senza dubbio il periodo dell’anno consacrato alle vacanze ma, per la politica, rappresenta anche un momento di riflessione in vista della riapertura dei battenti di Montecitorio. Le feste di partito, diventano, così, luogo privilegiato di confronto per provare a recuperare, forse, quel dialogo che, per motivi ancora ignoti, è venuto meno all’improvviso tra le due più grandi formazioni politiche del nostro Paese.

E sembra essere proprio questo l’obiettivo della prima Festa Democratica nazionale (ex Festa dell’Unità) in scena a Firenze dal 23 agosto fino al 7 settembre che vedrà alternarsi sul palco ministri ed esponenti dell’opposizione per dibattere sui temi caldi della politica italiana: dal federalismo all’economia, dalla sicurezza al conflitto nel Caucaso passando, ovviamente, per il futuro dell’Europa. Chiuderà la kermesse del Pd un’attesissima intervista di Enrico Mentana al segretario del partito Walter Veltroni (in programma per sabato 6) che, in un messaggio diffuso oggi, avverte: “Ci sono mura che non chiudono ma accolgono, mura che non segnano confini ma aprono nuove frontiere. Sono le mura della Fortezza da Basso, luogo di storia, d’architettura e d’arte che ospita il segno nuovo che diamo all’Italia in questa fine d’estate 2008: Festa Democratica”.

Prima festa nazionale, poi, anche per il Pdl che, a Milano, in uno degli impianti sportivi della città, dal 26 settembre al 4 ottobre, metterà a punto le prossime mosse in vista della costituzione del partito unico prevista – secondo quanto anticipato da Berlusconi giorni fa al Tg2 – per gennaio/febbraio 2009. Alleanza Nazionale, però, intanto, non rinuncia alla sua “festa tricolore” di Mirabello. Certo, Gianfranco Fini non potrà esserci ma, tuttavia, sarà comunque, un’importante occasione per analizzare presente, passato e futuro di una forza politica (seppur al fotofinish) che, nata dalle ceneri del Msi, ha avuto la capacità di affermarsi sul piano europeo come simbolo di una destra nuova, liberale e conservatrice.

Niente festa del Campanile, invece, quest’anno, a Telese Terme, nel beneventano. Dopo l’uscita di scena di Clemente Mastella l’Udeur non organizzerà, infatti, per la prima volta dopo dieci anni, il consueto e oramai affermato appuntamento politico estivo a favore di un evento minore in programma per l’autunno.