Elezioni Politiche 2014? La tenaglia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi

I leader di Pd e Forza Italia (per non parlare di Beppe Grillo) e la tentazione delle elezioni politiche 2014.

Davvero si voteranno le prossime elezioni politiche nel 2014? L’ipotesi non è poi così peregrina, se si considera la possibilità di accorparle alle elezioni europee risparmiando così parecchi milioni di euro. E soprattutto se si considera il fatto che i leader di tutti e tre i principali partiti italiani non vedono l’ora (più o meno esplicitamente) di tornare alle urne. Messa così, la cosa sembra più che probabile.

Anche perché, ferma restando la ferrea volontà di Beppe Grillo di tornare alle urne il prima possibile per raccogliere tutto il malcontento che circola, le parole che sono arrivate oggi da Silvio Berlusconi e dall’entourage di Matteo Renzi aiutano a chiarire il quadro. Il leader di Forza Italia l’ha detto chiaro e tondo in collegamento con i giovani campani del suo partito: “Tenetevi pronti per le elezioni il prossimo anno”.

Dall’altra parte dello spettro politico, è il Pd di Renzi che inizia a colpire duro su Enrico Letta e il suo governo, approfittando dello scivolone del decreto Salva Roma, l’occasione che il neo-segretario aspettava per provare a far partire lo showdown. A parlare è stato il membro della segreteria Davide Faraone: “Non basta un ritocco, un rimpasto. O si cambia radicalmente o si muore. L’Italia non può permettersi questo governo e i suoi errori“. Parole che danno decisamente l’idea di quanto Matteo Renzi – che quanto meno punta a un rimpasto governativo – non veda l’ora di andare alle urne. Prima, possibilmente, di aver sperperato il suo patrimonio elettorale alla guida di un partito complesso come il Pd.

Prima, però, bisogna riuscire a fare la riforma elettorale. Altrimenti sarà davvero dura convincere Napolitano a sciogliere le camere. Certo, il presidente della Repubblica poco potrebbe fare di fronte a una situazione in cui nessun partito di grandi dimensioni voglia più sostenere il “suo” governo di larghe intese, ma soprattutto per il Pd non sarebbe facile imporre le elezioni andando contro il Capo dello Stato. In tutto questo resta a guardare il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, che ha bisogno di tutto il tempo possibile per darsi una struttura e spera, di conseguenza, di tenere in piedi il governo il più possibile. Ma da solo, l’ex delfino di Berlusconi può fare ben poco.

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