70° anniversario della morte dei Fratelli Cervi

Il 28 dicembre 1943 i sette fratelli vennero trucidati dalle camicie nere.

Era il 28 dicembre 1943 quando Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio e Ettore Cervi, assieme al loro sodale Quarto Camurri, vennero portati al Poligono di Reggio Emilia e fucilati dai fascisti. Per diverse settimane il gruppo partigiano dei Fratelli Cervi era riuscito a mantenere un’intensa attività militare contro i fascisti, ma successivamente, nella notte tra il 24 e il 25 novembre 1943, durante un rastrellamento, venne sorpreso nell’abitazione dei Cervi dalle pattuglie fasciste insieme ad alcuni partigiani russi.

I sette della Banda Cervi, assieme ai loro alleati, avevano rappresentato uno dei nuclei di partigiani principali dell’emiliano, il cui cascinale fu porto sicuro per antifascisti e partigiani feriti nonché per i prigionieri stranieri sfuggiti ai nazifascisti

Una lotta che cominciarono sotto la spinta delle idee socialiste del padre Alcide, mezzadro e affittuario, prese corpo dopo l’incontro con “Facio” (ovvero Dante Castellucci) poco prima dei fatti che portarono alla caduta del fascismo nel 1943 e che li ha resi uno dei simboli più forti della resistenza e dell’antifascismo. La loro ribellione fu breve e terminò all’inizio della guerra civile italiana che portò alla caduta della Rsi e, in seguito, alla Costituzione Italiana di chiara impronta antifascista.

In occasione dell’anniversario, Reggio Emilia celebra i sette fratelli e Quarto Camurri con una mostra che durerà fino al 25 aprile al museo di Gattatico. Esposti dipinti, sculture, disegni, foto del Museo Cervi e di collezioni pubbliche e private. Tra cui anche dipinti di Renato Guttuso.

A Reggio Emilia le celebrazioni sono iniziate ieri e proseguiranno anche oggi con commemorazioni, incontri, musica e un’installazione. Il programma completo si può scaricare cliccando su questo link.