Alma Shalabayeva torna in Italia: “Sono felice, grazie al ministro Bonino. Ho temuto per la vita di mia figlia”

Shalabayeva in conferenza stampa: “Grazie all’Italia”. Emma Bonino: “Un caso che mi bruciava”

Aggiornamento 15:16 – Si è tenuta una conferenza stampa nella quale Alma Shalabayeva ha ringraziato le autorità italiane per quanto fatto per la revoca dei suoi arresti in Kasakhstan:

“Vorrei ringraziare il popolo italiano per il grande sostegno a me e a mia figlia in tutto questo tempo: grazie di cuore. Vorrei ringraziare tutto lo staff del ministero degli esteri ed il ministro stesso, tutti coloro che ci hanno teso una mano ed aiutato: grazie ai mass media indipendenti che hanno portato alla luce la mia situazione, la mia storia, che hanno seguito cosa è successo a me e alla mia famiglia. […] Grazie alla scuola di Casalpalocco che ci ha sostenuto, ho apprezzato moltissimo tutto ciò che è stato fatto: il videomessaggio di grande sostegno inviatoci dalla scuola ci ha reso molto felici, grazie a tutti i bambini ed al personale della scuola. […] I miei figli hanno ora l’opportunità di incontrare i loro parenti. Grazie al ministro Bonino, ci ha aiutato molto e preso a cuore la nostra situazione: finalmente abbiamo una nuova opportunità, lei è una donna molto coraggiosa. […]
Non conosco ancora la mia meta definitiva: seguirò le indicazioni che mi vengono date, in questo momento sono solo felice e voglio trascorrere un po’ di tempo con i miei figli. […] Voglio incontrare mio marito, fagli visita al più presto possibile: mi manca molto, e così anche ai miei figli.
[…] In Kazakhstan ero controllata da alcune persone: ovunque andassi c’erano sempre queste persone che facevano anche piccoli video, foto: mi sembrava di vivere sempre con l’obiettivo puntato addosso. Ci seguivano praticamente ovunque, ero molto preoccupata per la mia vita e per quella di mia figlia: anche mio marito aveva paura per le ripercussioni negative nei nostri confronti.”

Terminata la conferenza stampa, con una Shalabayeva visibilmente emozionata e stanca dal viaggio, la donna incontrerà il ministro Bonino alla Farnesina.

Aggiornamento 12:24 – E’ atterrato pochi minuti fa all’aeroporto di Roma Fiumicino il volo, proveniente da Francoforte, che ospitava a bordo la moglie del dissidente kazako Ablyazov, Alma Shalabayeva, e la figlia di sei anni Alua. Il legale della donna, Anna D’Alessandro, ha detto che la Shalabayeva per ora resterà in Italia, per poi spostarsi: una sorta di “riconoscimento” del lavoro fatto dal ministero degli Esteri e dal ministro Bonino, con la quale Shalabayeva potrebbe avere a breve un incontro. Shalabayeva terrà una conferenza stampa insieme ai suoi legali alle 15 al Grand Hotel di Roma.

Atterrerà all’aeroporto romano di Fiumicino nella mattinata di oggi Alma Shalabayeva, la moglie del miliardario dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, estradata illegalmente in Kazakhstan durante il “vuoto” di potere politico nel periodo di pre-insediamento del governo Letta.

Poche ore romane prima di ripartire, libera di circolare in Europa grazie alle pressioni esercitate dall’apparato diplomatico italiano sul governo kazako, ben coordinato dalla Farnesina senza clamori e dichiarazioni faraoniche del ministro Bonino: la prima tappa per Alma Shalabayeva sarà la Svizzera, per abbracciare la figlia maggiore Madina, ma presto potrebbe tornare a Roma per rilasciare dichiarazioni alla procura di Roma, che l’ha iscritta al registro degli indagati con l’accusa di possesso di documenti d’identità falsi.

Il procuratore Pignatone, che coordina l’indagine del pm Albamonte, potrebbe decidere di convocarla già i primi di gennaio; un caso clamoroso di indebite pressioni, oscure operazioni di intelligence e di ordine pubblico, silenzi pelosamente pericolosi e di continue sfide a braccio di ferro diplomatico tra Roma ed Almaty, conclusosi fortunatamente nel migliore dei modi, dopo la figuraccia internazionale rimediata dall’Italia con l’emersione dello scandalo riguardante l’illecita estradizione della signora Shalabayeva e della figlia Alua.

Il secondo fascicolo aperto dalla procura di Roma riguarda invece la posizione dell’ambasciatore kazako e dei funzionari dell’ambasciata, anche se certamente anche una parte dell’apparato dello Stato italiano ha avuto la sua responsabilità sul bruciante caso

“Questa vicenda mi ha profondamente coinvolto ma la Farnesina non ha avuto responsabilità: la legge italiana, per giusta o sbagliata che sia, come tutte le leggi dei paesi europei affida il controllo del territorio al ministero degli Interni: punto. La Farnesina, come in ogni altro paese, viene chiamata in causa solo se trattasi di diplomatici accreditati. […] Una volta appresa la notizia che la signora Shalabayeva aveva riacquistato la liberà, ha telefonato al ministro Alfano per avvertirlo, perché in questo caso, come giustamente dovrebbe essere, è stata avvertita prima la Farnesina.”

ha dichiarato ieri a Tg La7 il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino

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