Finanzieri, buchi e gioielli: rapina spettacolare a Milano

La notizia, rimbalzata già presso gli amici di 02blog.it è di quelle che mi permettono un respiro di sollievo in mezzo al mare di crimine violento e feroce che ci sommerge ogni giorno. Lungi dal sottoscritto esaltare qualsiasi forma di furto, ma è anche vero che un conto è accoltellare una vecchietta per pochi euro

di elvezio

La notizia, rimbalzata già presso gli amici di 02blog.it è di quelle che mi permettono un respiro di sollievo in mezzo al mare di crimine violento e feroce che ci sommerge ogni giorno. Lungi dal sottoscritto esaltare qualsiasi forma di furto, ma è anche vero che un conto è accoltellare una vecchietta per pochi euro e tutt’altra cosa è progettare un colpo da film come quello perpetrato ai danni della gioielleria Damiani.

I particolari sono già trapelati su molti quotidiani ma vale la pena riassumerli. La gioielleria Damiani, oltre a un negozio nella prestigiosa via Montenapoleone, ha anche una sede in via Magenta, priva di vetrine sulla strada e alla quale si può accedere solo tramite controllo via videocitofono. Il piano è stato progettato nel corso dei mesi proprio in vista di un evento che si sarebbe tenuto in sede per alcuni clienti privati, facile quindi ipotizzare la presenza di una talpa all’interno del gruppo.

Essendo quasi impossibile penetrare nella sede attraverso la via principale, i malviventi hanno scavato per mesi un piccolo tunnel dalla cantina del palazzo adiacente, sfruttando una doppia coincidenza: lo stabile era avvolto dai ponteggi per dei lavori in corso e la cantina in questione è di proprietà di un uomo che è stato in viaggio negli ultimi mesi. Ecco quindi che, sfruttando i ponteggi per entrare non visti nello stabile, un mattone alla volta, i “nostri” sono riusciti a penetrare nel palazzo che ospita la Damiani. E ci sarebbe già materia a sufficienza per un film o un romanzo: facile immaginare la scena dei ladri che di notte scavano il buco, sudati e attenti a non fare troppo rumore, con un palo pronto a segnalare loro ogni attività nell’edificio; ma il gruppo non si è fermato qui e oltre alla tecnica del buco ha sfruttato anche quella del travestimento: quattro dei sette criminali si sono infatti parati di fronte a un povero addetto al catering vestiti da guardie di finanza, con tanto di pettorina e passamontagna.

Intimorito da un travestimento del tutto plausibile vista la circostanza e il valore dei gioielli, il cameriere ha lasciato entrare i ladri dentro la sede, da lì è stato poi facile avvicinare il direttore, entrare nel caveau e arraffare i gioielli. E dire che nel corso dei mesi precedenti gli inquilini del palazzo accanto si erano lamentati spessi di strani rumori notturni ma, vuoi per la presenza dei ponteggi e dei lavori in corso, vuoi per il fatto che non si poteva certo pensare di controllare anche le cantine, i ladri hanno potuto agire indisturbati.

Il gruppo Damiani non ha comunicato la precisa entità del furto ma ha rilasciato una dichiarazione affermando di essere completamente coperto da assicurazione, una volta che conosceremo l’esatto valore dei gioielli potremo ufficialmente iscrivere il furto nell’albo d’oro delle rapine “senza violenza” dell’anno.

Fonte: La Repubblica