Lecce, sequestrato un tesoro da 14 milioni di euro

Maxi-sequestro a imprenditore salentino sospettato di legami con la malavita

La Guardia di Finanza di Lecce, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo salentino, ha confiscato a un autodemolitore di San Donato di Lecce, Agostino Marzo, beni mobili e immobili per un valore complessivo di 14 milioni di euro.

Secondo le Fiamme Gialle l’uomo, di 55 anni e avente precedenti per detenzione illegale di armi e munizioni, furto, ricettazione e violazione delle norme in materia di tutela ambientale, aveva una netta sproporzione tra quanto dichiarato e quanto realmente posseduto in seno alla sua attività.

Stando a quanto riporta RaiNews infatti tra i beni sequestrati (14 milioni di euro il valore) figurano tre società ed una ditta individuale operanti nel settore dell’autodemolizione; un opificio industriale, comprendente tre capannoni, officine ed appartamenti, esteso su un’area di 5 ettari; una villa con piscina, un appartamento ed un capannone adibito a deposito; una casa colonica edificata su un lotto di terreno di 9.000mq; un impianto sportivo, comprendente campo di calcio con tribune e gradinate, pista per atletica leggera, campo da tennis, palestra, spogliatoi e bar; una masseria edificata su un lotto di terreno esteso 8 ettari; aree edificabili e terreni agricoli per complessivi 4 ettari; disponibilità bancarie e postali, investimenti in BTP, per 4,5 milioni di euro.

Il provvedimento di sequestro segue alcuni accertamenti patrimoniali condotti dalla locale Sezione operativa della Dia, che consentirono di accertare, scivono le Fiamme Gialle in un comunicato, “una evidente sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati dal Marzo e dai suoi familiari e l’ingente patrimonio a lui riconducibile”. L’imprenditore, molto noto nella zona, è accusato anche di legami con la malavita organizzata che potrebbero giustificare ingenti guadagni che certamente sono più difficili con la sola attività di demolizione di auto vecchie.