Garlasco, il pm accusa Alberto Stasi: mente sulla telefonata al 118

Si riapre ancora una volta il processo ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. La perizia che era stata richiesta dal giudice sulla telefonata del ragazzo al 118 rimette in discussione tutto ciò che era stato detto in precedenza. Stasi ha sempre affermato di aver avvertito il Pronto Soccorso dopo aver trovato

Si riapre ancora una volta il processo ad Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. La perizia che era stata richiesta dal giudice sulla telefonata del ragazzo al 118 rimette in discussione tutto ciò che era stato detto in precedenza.

Stasi ha sempre affermato di aver avvertito il Pronto Soccorso dopo aver trovato Chiara riversa sulle scale, prima di dirigersi verso la caserma dei carabinieri, distante quasi un chilometro.

L'accusa invece, grazie alla nuova perizia, sostiene che Alberto dopo aver ucciso Chiara e aver fatto ritorno alla propria abitazione ha raggiunto di nuovo casa Poggi, senza entrarci, e si è diretto subito dai carabinieri.

Dai nuovi rilevamenti risulterebbe infatti che Stasi avrebbe telefonato quando ormai era vicino alla stazione, dato che si sente con chiarezza una voce che chiama un carabiniere di nome Andrea, di cui poi è stata confermata la presenza in quei luoghi.

Questo suono si sente dopo appena 36 secondi dall'inizio della telefonata, quindi è impossibile che sia incominciata da casa di Chiara.

Altri elementi che contestano la tesi dell'ex bocconiano sono le celle agganciate dal cellulare durante le telefonate, che corrisponderebbero molto di più ad una zona vicino alla stazione dei carabinieri che a casa Poggi.

Il Gup di Vigevano, Stefano Vitelli, ha affermato che ci si trova su un terreno un po' scivoloso e non è possibile al momento dare giudizi definitivi. La difesa nel frattempo ha chiesto che il video-simulazione del delitto, girato da attori, non venga ammesso agli atti ma il giudice ha respinto la richiesta definendolo una rilevante memoria tecnica di parte. 

Quest'ultima perizia si affianca alle altre che sono state eseguite recentemente sulle tracce biologiche della scena del crimine, sul computer di Stasi e sull'ora della morte di Chiara Poggi. Inutile ricordare come nessuna di queste ha portato ad un verdetto incontrovertibile, ma anzi si sono contraddette vicendevolmente.

Al momento quindi il mistero che circonda l'omicidio continua e si attendono le prossime mosse del giudice Vitelli 

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