Super 10 – “Questa non è la mia squadra”: Rovigo e Venezia è crisi!

La stessa frase detta a 24 ore di distanza l’una dall’altra a certificare la crisi profonda in cui sono finite due delle quattro squadre venete del massimo campionato italiano. Sembra già passato un secolo quando il Veneto aveva quattro team tra i primi cinque in classifica. Ora, dietro a Treviso e Padova, è tempo di

La stessa frase detta a 24 ore di distanza l'una dall'altra a certificare la crisi profonda in cui sono finite due delle quattro squadre venete del massimo campionato italiano. Sembra già passato un secolo quando il Veneto aveva quattro team tra i primi cinque in classifica. Ora, dietro a Treviso e Padova, è tempo di recriminazioni e accuse. Perché a Casellato e a Pipitone quello che si è visto in campo sabato non è proprio andato giù.

Rovigo butta via l'ennesima partita della stagione, come all'esordio proprio con Venezia, e si fa raggiungere da un Gran Parma nettamente inferiore tecnicamente. Una partita brutta dicono le cronache, un Rovigo che domina il gioco ma non concretizza, i soliti problemi in mischia e una mediana che non gira, anche a causa dell'inserimento, ancora da perfezionare, di Riccardo Bocchino. Ma a coach Casellato il pareggio non è andato giù e, a caldo, aveva minacciato le dimissioni. "Questa non è la mia squadra" ha sbottato, aggiungendo "E' disgustoso quello che ho visto in campo". Gli schemi non vengono rispettati, i giocatori non ci mettono l'anima e Rovigo si trova già a rincorrere la zona playoff, conscio di aver sprecato diverse occasioni d'oro in questo avvio di stagione. Le dimissioni, alla fine, non ci sono state e Casellato è deciso a dare una svolta alla stagione. Le potenzialità, pur con i mille difetti di una campagna acquisti fatta al risparmio (e al ricatto…), c'è, almeno per provare a lottare per i playoff. Ma serve quel killer instinct che sembra non pervenuto a Rovigo.

Pochi chilometri ed eccoci il laguna. L'illusione è durata poco e la realtà fa male. Venezia è una squadra costruita per retrocedere, punto. Si giocherà la permanenza in Super 10 con il Gran Parma e, forse, la Roma. Non certo la Roma vista a Favaro Veneto sabato, capace di umiliare la formazione di Innocenti sommergendola di mete. Senza cuore, senza idee e senza difesa i giocatori del Venezia che vedono la loro squadra scivolare pericolosamente in basso. "Non è la mia squadra" ha sbottato domenica, a freddo, il presidente Pipitone. Certo, ha ragione, i giocatori hanno dimostrato un atteggiamento perdente fin da subito, ma forse bisogna saper fare autocritica. Un coach bravo, ma a mezzo servizio, una squadra costruita in economia estrema, con molti elementi non all'altezza della categoria non potevano far illudere in laguna che le cose sarebbero andate diversamente. Venezia può salvarsi. Ma cercare di incolpare giocatori o tecnico delle carenze societarie non fa onore. E non serve a salvare la squadra.