Delitto di Lignano: domani l’identikit dei killer, si cerca il loro informatore

La Procura di Udine è alla ricerca dell’informatore che avrebbe aiutato i due killer nel delitto di Lignano Sabbiadoro. Le indagini proseguono.

Non c’è ancora traccia degli assassini di Paolo Burgato e di sua moglie Rosetta Sostero, uccisi nella loro villetta di Lignano Sabbiadoro ormai tre settimane fa. Gli esperti del Racis, in base a tutti gli elementi raccolti finora, hanno già tracciato un profilo dettagliato degli assassini che potrebbe essere diffuso già a partire da domani.

Le indagini proseguono a 360 gradi, senza tralasciare alcun particolare. Da un lato si attendono i risultati del test effettuato sul capello rinvenuto sul cinturino dell’orologio di Rosetta Sostero e sui mozziconi di sigarette recuperati nel giardino della villetta, dall’altro proseguono i prelievi del DNA da confrontare con i due profili genetici – uno maschile e uno femminile – isolati sulla scena del crimine.

In queste ultime ore, poi, ci si sta concentrando sulla ricerca di una persona che, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto da informatore ai killer. Si tratta di una persona che potrebbe anche non aver preso parte al delitto, ma che quasi certamente avrebbe pedinato i coniugi negli ultimi tempi, così da fornire agli assassini tutte le informazioni necessarie sui loro spostamenti.

Ne sono convinti gli inquirenti, come scrive oggi Il Messaggero Veneto:

Gli assassini di Paolo Burgato e Rosetta Sostero sapevano troppe cose. Sapevano che dopo il lavoro e la cena nel solito ristorante sarebbero rincasati insieme in bicicletta. Sapevano anche che quel maledetto 18 agosto, essendo sabato, potevano rientrare un po’ più tardi. Sapevano che avrebbero parcheggiato le loro biciclette in garage e che da lì sarebbero entrati in casa. Conoscevano insomma le abitudini della coppia. […] Sapevano anche dove nascondersi nel giardino per tendere il loro agguato. Sapevano che la coppia aveva un negozio che funzionava bene. Ed erano anche convinti che in quella villetta di via Annia ci fosse nascosto un tesoro di cui solo Paolo e Rosetta avevano la chiave.

Le informazioni sulla coppia, lo conferma il comandante del nucleo investigativo provinciale Fabio Pasquariello, sarebbero arrivate ai due killer proprio da Lignano, da qualcuno che conosceva i due coniugi, che conosceva le loro abitudini e la loro situazione economica. Le autorità, convinte della sua esistenza, l’hanno già invitato a farsi avanti.

Certo è che se dovesse costituirsi la sua situazione potrebbe alleggerirsi: un conto è essere complice di una rapina, un conto è coprire anche la fuga dei killer.

E, se questo presunto informatore ha avuto qualche contatto telefonico coi killer nella notte del delitto, la sua latitanza potrebbe durare ancora per poco. Gli inquirenti, infatti, sono già al lavoro per isolare tutte le chiamate effettuate coi telefoni collegati alle celle vicino alla villetta del delitto.

Foto | ©TMNews

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