Lampedusa, Alfano: “Il governo rescinde il contratto con chi gestisce il centro”

Ora l’idea è di affidare la gestione del centro di accoglienza alla Croce Rossa Internazionale.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano oggi ha annunciato che il governo ha deciso di rescindere il contratto con l’ente che finora si è occupato della gestione del centro di accoglienza di Lampedusa. Il vicepremier ha fatto l’annuncio dopo essere arrivato al prevertice del Ppe a Bruxelles e ha anche aggiunto che l’idea ora è di affidare la gestione alla Croce Rossa Internazionale.

Dopo il video di Lampedusa la Ue minaccia di togliere gli aiuti. Rimossi i dirigenti del centro

Mercoledì 18 dicembre 2013

“La nostra assistenza può continuare solo se il paese garantisce condizioni di accoglienza a immigrati umane e dignitose”.

aggiornamento: Legacoop Sicilia ha dato indicazione ai soci di ‘Lampedusa Accoglienza’, la coop che gestisce il centro per migranti, “di rimuovere e rinnovare il management attuale e di avviare immediatamente una migliore organizzazione con altre professionalità”. Inoltre l’associazione ha promosso l’istituzione di una commissione d’indagine conoscitiva per verificare quanto accaduto nel centro di accoglienza, che si avvarrà dell’apporto di professionisti esterni, per accertare disfunzioni e responsabilità.

Il video choc di Lampedusa – girato da un migrante con un telefonino nel cortile del centro di accoglienza e che mostra alcune persone in fila, nude e al freddo, attendere la disinfestazione contro la scabbia – ha fatto il giro del mondo e ha provocato la prima risposta da parte dell’Unione Europea.

Il commissario Ue agli affari interni, Cecilia Malmostrom ha parlato di “seria preoccupazione” in una nota ufficiale diffusa in mattinata: “Abbiamo già avviato indagini sulle condizioni deplorevoli in molti centri italiani di detenzione, incluso quello di Lampedusa, e non esiteremo a lanciare una procedura di infrazione per garantire che gli standard e gli obblighi europei siano pienamente rispettati”.

Non solo: il pericolo non è tanto che venga attuata una procedura di infrazione, quanto che l’Europa decida di non aiutare, o tagliare gli aiuti, che versa per permettere all’Italia di (provare a) fronteggiare l’emergenza sbarchi: “La nostra assistenza e il nostro sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori può continuare solo se il paese garantisce condizioni di accoglienza a immigrati, richiedenti asilo e rifugiati, che siano umane e dignitose”.

Il video in questione sarebbe stato girato il 13 dicembre scorso e mostra un’operazione di disinfestazione che avverrebbe a cadenza settimanale. Tra le persone sottoposte al trattamento ci sarebbero eritrei, siriani, ghanesi, nigeriani, kurdi e anche alcune persone sopravvissute al naufragio avvenuto il 3 ottobre.