#matteorisponde. Renzi chiede di eliminare la web tax

Il sindaco di Firenze rilancia la sfida a Grillo sulle riforme

di guido

Uno dei motivi per cui Matteo Renzi ha lasciato in anticipo il ricevimento al Quirinale, oltre all’allergia per i buffet istituzionali, era anche l’annunciata sessione di #matteorisponde, trasmesso in streaming con le risposte alle domande che gli elettori gli avevano posto su Twitter.

E se da un lato il neo-segretario Pd ha detto cose tutto sommato attese, come la proposta di riformare subito la legge elettorale con i voti di chi è d’accordo, uno spazio inaspettato è stato riservato invece alla web tax, l’emendamento alla legge di stabilità, approvato con un blitz in Commissione, che costringerebbe le grandi aziende del web come Amazon, Facebook, Apple o Google a pagare le tasse in Italia e a dotarsi di partita iva italiana.

Una legge che, oltre a incontrare diverse perplessità in sede Europea – con il rischio di una multa per l’Italia – ha spaccato al suo interno il Pd, e oltretutto potrebbe non portare gli introiti sperati, e comunque farli pagare ai consumatori. Se Enrico Letta ha adottato per la web tax una sorta di silenzio assenso, Renzi invece ci mette la faccia e invita il premier a “eliminare ogni riferimento alla web tax e porre il tema dopo una riflessione sistematica nel semestre europeo”. Renzi spiega che è giusto affrontare il tema dell’elusione da parte “delle grandi piattaforme informatiche”, ma che non si può fare in questo modo, con una battaglia solitaria.

Renzi ha poi negato di voler andare a elezioni subito – anche se, ammette, gli converrebbe – e ribadito la sua proposta per una legge elettorale maggioritaria con il doppio turno. E anche oggi il sindaco di Firenze ha rinnovato gli attacchi a Grillo, ribadendo la proposta di riforma del Senato lanciata nei giorni scorsi.

Nessuna proposta di scambio, semplice opportunità, perché dicono no a un risparmio di un miliardo di euro, perché non firmano?