I primi 100 giorni

Come è risaputo e come spesso ci viene ricordato dai numerosi esperti, presunti o autoproclamatisi tali, politici che affollano tutte le arene mediatiche, i primi cento giorni di un governo sono i più importanti per capire le linee che guideranno alle scelte nel corso della legislatura. Bene, ma in questi primi 100 giorni di governo

Come è risaputo e come spesso ci viene ricordato dai numerosi esperti, presunti o autoproclamatisi tali, politici che affollano tutte le arene mediatiche, i primi cento giorni di un governo sono i più importanti per capire le linee che guideranno alle scelte nel corso della legislatura. Bene, ma in questi primi 100 giorni di governo Berlusconi (leggermente meno ad essere precisi), quale è il bilancio in termini di visibilità dei ministri?
Il database Bayes-Swarm ha elaborato i “gettoni di presenza” dei titolari dei vari dicasteri sulla pagine di informazione presenti in rete.


Come illustrano bene i grafici che seguono, il ministro più in luce si è rivelato Mara Carfagna, titolare del ministero per le pari opportunità, con ben 1742 presenze. Il risultato, però, appare al quanto indecifrabile politicamente: a parte aver negato il patrocinio governativo alla manifestazione del gay-pride, quali sono state le decisioni di rilievo del ministro?
Prima di dare una possibile spiegazione al dato, scorriamo alcuni “risultati” ottenuti dai suoi colleghi: la triade Maroni, Alfano e Tremonti si guadagnata tra le 1620 e le 1333 ricorrenze. Il dato si spiega in modo agevole pensando ai temi che sono stati in agenda in questi primi 100 giorni: immigrazione, sicurezza, giustizia, finanziaria e tasse e imposte e tagli annessi. Quindi, non stupisce il fatto che i tre ministri ricevano uno spazio direttamente proporzionale alla visibilità della tematica di loro competenza. Quindi, in questo caso, la risposta è puramente politica.
Ma per la Carfagna? Bene, diciamo che il risultato si può leggere alla luce di un certo interesse di stampo “rosa”.
Non è un caso che l’andamento della sua visibilità faccia registrare i suoi picchi nei primi giorni dopo il giuramento quando anche la stampa estera insisteva sul suo passato televisivo mostrando perplessità in relazione alle sue qualità politiche e mettendo a nudo le sue qualità fisiche e, dopo un considerevole calo nelle ricorrenze, nel momento in cui sono state pubblicate le false intercettazioni di carattere Lialapolitik che la mettevano al centro degli apprezzamenti da parte del premier Silvio Berlusconi. Quindi, in parole spicciole, sembra che, quando la stampa on-line (ma non solo) parla della Carfagna, la politica c’entri solo in maniera accidentale.

Dopo le annunciate misure per risanare la pubblica amministrazione, sono lievitate anche le quotazioni di Renato Brunetta, che è stato ricompensato con ben 1012 ricorrenze. Al di sopra della soglia di 1000 troviamo anche Franco Frattini, ministro degli Esteri, e Umberto Bossi. Per il secondo l’andamento è regolare, mentre per il primo, dopo un inizio legislatura dove il suo operato e dichiarazioni trovavano molto spazio sulle pagine, con il passare del tempo questa remunerazione in termini di visibilità è andata calando per attestarsi a livelli medio-bassi.

Ad eccezion fatta di La Russa e Scajola (rispettivamente 622 e 725), gli altri ministri si attestano ben al di sotto delle 500 ricorrenze (al di sotto del 4% del totale). Il caso più significativo è quello di Sacconi, ministro del welfare, che ha trovato spazio solo dall’11 di giugno e in poco più di un mese è riuscito a ritagliarsi uno spazio considerevole di visibilità sui media che informano in rete. Cosa che non è riuscita a Zaia, attività agricole, ancora fermo al palo. Di lui si è parlato sempre poco e le tematiche che lo riguardano non riescono a trovare spazio all’interno dell’agenda politica nazionale.
Molto scarso anche lo spazio dedicato a Rotondi (96), Vito (85) e Fitto (solo 22 ricorrenze). Anomalo il caso di Elio Vito, ministro dei rapporti con il Parlamento, che ha collezionato i suoi 85 “gettoni” in poco più di una settimana, dal 29 di luglio.
Nonostante il problema Alitalia non abbia ancora trovato una soluzione e sia sempre al centro del dibattito politico, il ministro Altero Matteoli non riesce ad andare oltre le 237 ricorrenze (2%).

Una curiosità: per quanto riguarda le altre titolari di carica ministeriale (Gelmini, Meloni, Prestigiacomo), i loro risultati sommati insieme non riescono a totalizzare nemmeno la metà dello spazio dedicato alla Carfagna.


Andrea Turi Osservatorio Web