Bridgend: trovato impiccato un altro diciassettenne, 24 suicidi in meno di due anni

Un altro diciassettenne è stato trovato impiccato una settimana fa a Bridgend, nella campagna gallese. Da gennaio 2007 questo è il suicidio numero 24 nella zona. La polizia brancola nel buio e afferma, per bocca del suo portavoce, che ad oggi non c’è nessuna ipotesi di collegamento tra i casi di suicidio. Inizialmente le indagini

di remar


Un altro diciassettenne è stato trovato impiccato una settimana fa a Bridgend, nella campagna gallese. Da gennaio 2007 questo è il suicidio numero 24 nella zona. La polizia brancola nel buio e afferma, per bocca del suo portavoce, che ad oggi non c’è nessuna ipotesi di collegamento tra i casi di suicidio.

Inizialmente le indagini si erano concentrate sul social network Bebo, cui i primi 16 giovani suicidatisi, di età compresa tra i 15 e i 27 anni, erano iscritti e su cui sono state esaltate le loro morti. Nonostante le autorità locali neghino la diffusione di una specie di epidemia suicida a Bridgend, la catena dei suicidi non ha fine e non può certo essere spiegata con fenomeni di tipo emulativo semplice.

Sicuramente in questi suicidi, tutte impiccagioni, c’è una forte componente simbolico-rituale ed evidentemente anche la scelta dei giorni non è casuale, ma qual è il collante che lega tutte queste morti? A parte il retroterra di disadattamento sociale e psichico che, con gradi diversi, accomuna le vittime in questione, non è possibile credere che ben 24 ragazzi si impicchino solo per essere ricordati a vita su Bebo piuttosto che su Myspace.

Poco convincente è anche l’ accusa, rivolta ai media, di aver amplificato oltremisura la faccenda innescando così l’ effetto Werther. C’ è forse qualche cattivo maestro che ha plagiato, e plagia ancora, questi giovani, nascondendosi dietro una comoda interfaccia telematica? Speriamo che il nuovo anno porti in po’ di serenità a Bridgend.

Foto | Flickr

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