Evasioni celebri – Pascal Payet

Torno al nostro appuntamento settimanale con le evasioni più note ed eclatanti della storia e lo faccio con un personaggio singolare, un vero e proprio artista della fuga aerea, un criminale che al lento lavoro di scavo dei tunnel preferisce di gran lunga le più veloci e leggere vie del cielo. Pascal Payet finisce in

di elvezio

Torno al nostro appuntamento settimanale con le evasioni più note ed eclatanti della storia e lo faccio con un personaggio singolare, un vero e proprio artista della fuga aerea, un criminale che al lento lavoro di scavo dei tunnel preferisce di gran lunga le più veloci e leggere vie del cielo.

Pascal Payet finisce in carcere nel 1997 in occasione di uno sfortunato assalto a un furgone valori della Banca di Francia; durante il colpo, con conseguente sparatoria, Payet si trasforma da rapinatore a omicida e uccide una delle guardie giurate. Il gangster non si può rassegnare alla vita del carcere di Luynes e organizza alcuni anni dopo la prima delle sue spettacolari evasioni: suoi complici esterni sequestrano un piccolo elicottero e atterrano direttamente dentro la struttura penitenziaria per liberare il loro capo.

Payet, evidentemente soddisfatto dal suo piano, non esita ad applicarlo una seconda volta, per liberare alcuni suoi amici. Passano infatti solo due anni e il criminale, usando un Colibrì, riesce a penetrare nuovamente in un carcere liberando ben tre persone. lo smacco per le autorità fu davvero enorme se si pensa che Payet colpì per l’occasione nuovamente il penitenziario di Luyens, da allora rinforzato in ogni modo possibile proprio per evitare nuove fughe via aria.

Nuovamente catturato, il nostro si vede aumentare la pena per un totale di trent’anni da scontare nella prigione di massima sicurezza di Grasse, nel sud della Francia. Il gabbiano delle prigioni non può chiaramente sopportare costrizioni di questo tipo ed eccolo di nuovo in fuga (video). Quindici luglio 2007, quattro complici sequestrano un pilota e il suo elicottero al’aeroporto di Cannes, atterrano di sabato sera (momento buono per le evasioni, a quanto pare) sul tetto del carcere e recuperano Payet, volando poi via per atterrare poco distante da Tolone e dileguarsi, lasciando libero lo sfortunato pilota.

La storia di questo artista delle evasioni, quasi romantico ed eroico nel suo amore per il cielo, si conclude, per ora, con una nuova cattura. Questa volta tocca alla polizia spagnola mettere le mani sul delinquente, che aveva pensato bene di farsi una chirurgia plastica e andare a vivere nella penisola iberica. Ma lo sforzo non è andato a buon fine e il ventun settembre dello stesso anno Payet è stato acciuffato a pochi chilometri da Barcellona. Facile prevedere che ora verrà spedito in qualche cella ben sotto il livello del suolo per impedirgli ogni accesso a tetti, elicotteri, aerei, razzi o mongolfiere…

Fonte: Corriere.it