Prodi compie 69 anni e chiede di essere dimenticato

Per i suoi 69 anni avrebbe chiesto di essere dimenticato. In realtà il Pd l’ha già fatto. Rispettando la sua volontà, potrebbe aggiungere qualcuno di voi. Certo, ma lo strappo con Veltroni e la successiva lettera con la quale chiedeva di lasciare la presidenza del partito, hanno segnato, di fatto, l’uscita definita dalla scena politica

Per i suoi 69 anni avrebbe chiesto di essere dimenticato. In realtà il Pd l’ha già fatto. Rispettando la sua volontà, potrebbe aggiungere qualcuno di voi. Certo, ma lo strappo con Veltroni e la successiva lettera con la quale chiedeva di lasciare la presidenza del partito, hanno segnato, di fatto, l’uscita definita dalla scena politica di Romano Prodi che, oggi, nella sua Bologna, fa il nonno come aveva promesso.

Rosy Bindi, più di tutti, ha cercato in questi ultimi mesi di frenare l’inesorabile allontanamento dell’ex premier dal Partito Democratico senza ottenere, però, alcun risultato. Evidentemente non resta che pensare che non c’era, all’interno dei democratici, la necessaria volontà a trattenerlo. Prodi e il suo ultimo governo, per Veltroni & Co. rappresentano, senza dubbio, un esperimento fallito da far cadere, quanto prima, nell’oblio. Rappresentano l’inerzia di chi non è riuscito a mantenere unita la propria coalizione e a portare a termine il programma elettorale grazie al quale gli italiani gli avevano concesso la fiducia.

Eppure, qualche risultato Prodi nel suo biennio a Palazzo Chigi lo ha raggiunto nonostante abbia dovuto far i conti con un gruppo che, andando da Luxuria a Mastella, qualche problemino doveva causarlo. Si è guadagnato, inoltre, di recente, il consenso del Wall Street Journal che ha apprezzato, dopo l’affaire Gazprom, la sua “statura politica”. Una caratteristica, questa, che oggi, quanto mai, potrebbe essere utile ad un Pd allo sbaraglio diviso da correnti e associazioni che non riconoscono in Veltroni il loro unico leader.

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