Santanchè e il viaggio verso il Pdl

Daniela Santanchè convince. “E’ meglio tornare dal Cavaliere”, dice oggi in un’intervista a Libero in cui spiega che per la Destra sia necessario partecipare alla nascita di quello che definisce “il più grande partito italiano”. Sembrerebbe una scelta forzata, frutto di interessi personali eppure, le motivazioni del leader del partitino di Storace non sono poi

Daniela Santanchè convince. “E’ meglio tornare dal Cavaliere”, dice oggi in un’intervista a Libero in cui spiega che per la Destra sia necessario partecipare alla nascita di quello che definisce “il più grande partito italiano”. Sembrerebbe una scelta forzata, frutto di interessi personali eppure, le motivazioni del leader del partitino di Storace non sono poi così scontate. Basti pensare, d’altronde, che è stata davvero la gente, con il voto di aprile, ad avviare quel processo di semplificazione che ha portato di fatto, ad un bipartitismo.

Una situazione, questa, che, in un certo senso, dovrebbe condurre alla fine delle contrapposizioni, fortemente manifestate in campagna elettorale nei confronti di Berlusconi intenzionato – e qui cade un altro tabù – a dar vita, secondo la Destra, al “Veltrusconi”. “Ora – chiarisce Daniela – c’è un governo che amministra e un’opposizione che fa il suo mestiere: niente sotterfugi, niente accordi sotto banco”. E’ ora, dunque, di abbandonare posizioni solitarie che, anche alla luce delle prime indiscrezioni sulla nuove legge elettorale per le europee, porterebbe la Destra allo sfacelo relegandolo definitivamente a partito extraparlamentare.

Un isolamento che non può reggersi – è l’analisi della Santanchè – sui rancori personali di Francesco Storace. Il partito ha bisogno di ricollocarsi nel nuovo scenario politico nell’ottica – per ora – della sopravvivenza. E l’unica chance in tal senso può offrirla solo il Cavaliere dato che il “nemico” resta comune a entrambi: Walter Veltroni e il Pd. Ma quando Salvatore Dama le chiede di un possibile ingresso nel governo a settembre lei, subito, smentisce: “Chi ha la passione politica – scandisce – non sgomita per un ruolo. Io voglio soltanto contribuire alla costruzione di un grande progetto politico”. Soltanto? Si vedrà.