Rimini, omicidio Bernabini: si aggrava la posizione del presunto killer Marco Zinnanti

Marco Zinnanti, il presunto killer del tassista Leonardo Bernabini, si è chiuso nel silenzio mentre gli inquirenti continuano a lavorare per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

Non c’è una confessione né il minimo accenno di un’ammissione di colpa: Marco Zinnanti, il 22enne di Rimini arrestato mercoledì sera a Teramo in relazione all’omicidio del tassista Leonardo Bernabini, si è chiuso nel silenzio dal momento in cui gli agenti l’hanno preso in custodia.

Gli inquirenti non hanno dubbi circa la sua colpevolezza, quello che manca è un movente. L’ipotesi più probabile è che il giovane, armato di pistola, abbia ucciso il tassista abusivo che si era rifiutato di farlo risalire in auto dopo una breve sosta.

Facciamo un passo indietro: secondo la ricostruzione ufficiale, Zinnanti era appena uscito dalla discoteca Classic di Rimini, forse dopo aver litigato con qualcuno, quando ha fermato l’auto guidata da Bernabini e si è fatto accompagnare nell’appartamento in via Teodorico – il covo scoperto dagli inquirenti, quello contenenti droga e armi che la sorella della vittima, arrestata, aveva cercato di ripulire prima dell’arrivo delle autorità – proprio per prendere la pistola e forse tornare in discoteca e regolare i conti in sospeso.

Bernabini, sempre secondo la ricostruzione ufficiale, vedendo l’arma si sarebbe rifiutato di far salire il giovane che, in tutta risposta, avrebbe esploso due colpi contro di lui, uccidendolo.

Ma l’omicidio del tassista non è l’unico reato che viene contestato al giovane, già indagato in passato per rapina e porto abusivo di armi. Vista una particolare arma recuperata in casa del giovane – un fucile con un’impugnatura a revolver – gli inquirenti ritengono che Zinnanti sia responsabile di una sparatoria avvenuta il 26 agosto scorso nei presidi ponte Mille contro due magrebini.

Non solo. Secondo quanto scrive oggi BolognaTg24, il giovane è sospettato anche di aver aggredito a coltellate, nel gennaio 2010, un uomo di 35 anni. Nel giugno scorso, poi, avrebbe esploso dei colpi di pistola che hanno provocato gravi lesioni ad un 55enne di Rimini.

Le indagini proseguono e in queste ore si stanno concentrando anche sugli altri membri della famiglia di Zinnanti. Dopo la sorella, arrestata con l’accusa di detenzione di droga, armi e riciclaggio, è al vaglio la posizione degli altri familiari che avrebbero favorito la latitanza del giovane.

Foto | ©TMNews

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