La sorpresa di Renzi a Grillo? La rinuncia del PD ai rimborsi elettorali

Ieri Renzi annunciava una “sorpresina” per il comico genovese: domenica si sciolgono le riserve

Assunto al vertice del più grande partito italiano, il sindaco di Firenze Matteo Renzi vive in queste ore momenti da vero “frullatore”, sballottato a destra e a manca tra incontri istituzionali, la prima riunione di segreteria ieri mattina e i primi, normalissimi, attacchi degli avversari politici, immediatamente motivati a testare la resistenza e la tempra del neosegretario del PD.

In particolare, è stato Beppe Grillo a cimentarsi frontalmente nelle prime schermaglie polemiste con Matteo Renzi, piccandolo subito su un glorioso cavallo di battaglia del MoVimento 5 Stelle, la rinuncia ai rimborsi elettorali (o finanziamento pubblico ai partiti che dir si voglia), un tema sul quale il sindaco di Firenze si è dimostrato sempre molto sensibile, sia in occasione delle primarie 2012 che in quelle 2013.

Matteo Renzi non ha mai nascosto l’intenzione di premere per una legge che abolisca il finanziamento pubblico ai partiti, che andrebbe sostituito dalla possibilità, per il privato, di finanziare campagne elettorali ed attività politiche del candidato preferito. L’assunzione a segretario è la vera occasione, per il sindaco, di dare corpo alle parole di sempre e per dimostrare di non essere il classico “guappo di cartone”, a cominciare da questo tweet:

Quale sarà mai la “sorpresina” di Renzi a Grillo?

Ha provato a svelarlo la giornalista Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera in edicola oggi: Renzi, domenica, potrebbe annunciare la rinuncia, per la legislatura in corso, di tutti i rimborsi elettorali spettanti al Partito Democratico:

“Grillo in un tweet mi propone di rinunciare ai rimborsi elettorali previsti per il Pd in questa legislatura. Sto pensando di farlo. Lo vorrei annunciare domenica all’assembla nazionale, proponendo al leader dei 5 Stelle altrettanta coerenza sui costi della politica: cioè di dire sì all’abolizione delle province e del Senato. E di appoggiare una riforma elettorale che ridia il potere di scelta ai cittadini.”

avrebbe detto il neosegretario democratico ai fedelissimi. 45,8 milioni di euro di rimborsi nei prossimi cinque anni cui rinunciare, dei quali però 18 milioni sono già stati incassati dal partito; un’operazione non semplicissima dunque, ma sulla quale a Via del Nazareno manifestano un cauto, e riservatissimo, ottimismo.

Secondo quanto trapela da alcuni spifferi del PD nelle intenzioni di Renzi la rinuncia ai rimborsi sarebbe propedeutica alla presentazione di un disegno di legge, alla Camera, per chiederne l’abolizione definitiva; parte della segreteria starebbe invece studiando la possibilità (parrebbe remota) di restituire quei 18 milioni già percepiti. Domenica è vicina, staremo a vedere.