Omicidio coniugi di Brescia: arrestati due complici dei killer

Arrestati i due killer dei coniugi titolari della pizzeria, ma il movente non convince gli inquirenti.

26 agosto 2015 – Due persone sono state arrestate oggi dalla polizia di Brescia in relazione all’omicidio dei coniugi Francesco Seramondi e Giovanna Ferrari, freddati a colpi di pistola lo scorso 11 agosto nella loro pizzeria. Dopo i due esecutori materiali, finiti in manette poche ore dopo il delitto, oggi le autorità hanno arrestato due presunti complici, nessuno dei due di nazionalità italiana.

Uno degli arrestati, bloccato a Mairano, deve rispondere di concorso in omicidio plurimo premeditato, ricettazione e detenzione di arma, mentre all’altro, rintracciato a Cremona, vengono contestate soltanto le accuse di ricettazione e detenzione di arma.

Omicidio coniugi di Brescia: spunta la pista dell’usura

19 agosto 2015 – La confessione dei due presunti responsabili dell’omicidio di Francesco Seramondi e di sua moglie Giovanna Ferrari non ha messo fine alle indagini. I due hanno spiegato di aver trucidato i due coniugi perchè la pizzeria da loro gestita faceva più affari di quella, di fronte, di cui invece si occupavano i due stranieri – l’indiano Sarbjit Singh e il pakistano Muhammad Adnan – ma questa versione dei fatti non ha convinto pienamente gli inquirenti.

Il questore Carmine Esposito, ne scrive Il Giornale Di Brescia, ha affermato che al momento si sta indagando sulla pista dell’usura. In casa dei due coniugi, infatti, è stato trovato un piccolo tesoro, circa 900 mila euro in contanti di cui non si è ancora capita la provenienza né a cosa erano destinati.

Il sospetto che sta prendendo in piede col passare delle ore è che i due arrestati si sarebbero limitati a compiere il delitto, mentre il suo movente avrebbe origine altrove.

Omicidio coniugi di Brescia, Killer in Televisione dopo il delitto

13.40 – Tra i due arrestati per l’omicidio dei coniugi titolari della pizzeria “Da Frank”, sarebbe stato il pakistano a sparare. L’uomo (32 anni), subito dopo il delitto, ha rilasciato anche delle dichiarazioni alla televisione sul degrado della zona. L’altro reo confesso, l’uomo di nazionalità indiana, non ha collegamenti con Brescia, ma nella pizzeria c’era una sua impronta.

12.00 – Il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, in conferenza stampa, ha confermato la colpevolezza dell’indiano e del pakistano per l’omicidio dei coniugi titolari della pizzeria: “Abbiamo la confessione di chi ha commesso il duplice omicidio. Gli autori sono gli stessi dell’agguato di un mese fa ai danni del dipendente dei Seramondi“.

Due arresti per il duplice omicidio. Erano concorrenti delle vittime

17 agosto 2015 – Per l’omicidio di Franco Seramondi (detto “Frank”) e di sua moglie Giovanna Ferrari, la Polizia, dopo aver visionato attentamente i filmati delle telecamere a circuito chiuso, ha fermato due persone. Si tratta di un indiano e di un pakistano, fermati a Casazza, un comune della Bergamasca, e portati alla questura di Brescia.

I due sono stati interrogati dal pubblico ministero Valeria Bolici, che ha ordinato l’arresto, accusandoli di essere gli autori materiali del duplice delitto. Gli agenti della squadra mobile di Brescia pare abbiano recuperato anche l’arma che ritengono essere stata utilizzata dai due killer: un fucile a canne mozze. Ai due arrestati, Seramondi aveva ceduto la pizzeria da asporto ‘Dolce e Salato’, poi fallita qualche mese dopo il passaggio di quote. Ricordiamo che anche le due vittime gestivano una pizzeria da asporto, che era ubicata difronte a quella ceduta ai due sospettati di omicidio.

Il movente degli omicidio sarebbe da rintracciarsi nella rivalità sul mercato, oltre ad accordi economici non rispettati. Sembra che gli assassini, non più in grado di pagare, dovessero ancora del denaro alle vittime. Tra i Seramondi e i due killer, i rapporti iniziarono ad incrinarsi cinque anni fa, quando un’ordinanza del Comune di Brescia obbligò la proprietà del ‘Dolce e Salato’ a chiudere alle ore 22, per motivi di ordine pubblico, mentre la pizzeria ‘da Frank’ poteva restare aperta tutta la notte.

Gli inquirenti sono giunti all’identificazione dalla targa del motorino grazie da alcune telecamere di sicurezza, installate in strada. Anche lo scooter usato per gli omicidi é stato trovato e posto sotto sequestro.

Sul caso sono intervenuti anche il ministro degli Interni, Angelino Alfano e il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Il titolare del Viminale ha così commentato gli arresti: “Abbiamo fermato i due esecutori materiali del duplice delitto della pizzeria Frank. Il presidio dello Stato funziona, è attivo ed è efficace e rafforza il senso di sicurezza e di protezione nei cittadini“. L’esponente della Lega Nord, invece, ha esternato su Twitter:

Brescia, ipotesi usura alla base dell’omicidio dei due coniugi titolari di una pizzeria

13 agosto 2015 – Gli inquirenti continuano a lavorare sull’omicidio di Francesco Seramondi e Giovanna Ferrari, i due coniugi titolari della Pizzeria “da Frank”, uccisi due giorni fa a Brescia con un agguato da due ignoti. La polizia ha analizzato il filmato del duplice omicidio, ma non è riuscita per ora a risalire ai due colpevoli, entrambi con il volto coperto dal casco integrale. Per riuscire ad individuare i responsabili la Procura e le forze dell’ordine stanno scavando nella vita di Francesco Seramondi e Giovanna Ferrari.

Non è stata scartata l’ipotesi secondo la quale sarebbero stati uccisi come ritorsione a seguito delle loro denunce per i problemi di spaccio nella strada della loro pizzeria. Gli inquirenti stanno però seguendo anche la pista dell’usura dopo aver appurato che l’anno passato l’attività ha chiuso registrando 150mila euro di debiti, 99mila dei quali verso i fornitori. Tra le ipotesi c’è anche quella che proprio uno dei creditori possa aver deciso di vendicarsi con un gesto folle ed estremo nei confronti dei due morosi.

C’è anche un episodio singolare, avvenuto solo pochi giorni prima dell’agguato, che gli inquirenti stanno analizzando. Seramondi era infatti stato denunciato per una fattura non pagata per una pubblicità pubblicata su un giornale locale; il titolare della pizzeria avrebbe consegnato i soldi all’agente della concessionaria e, dopo aver ricevuto la fattura del saldo, avrebbe strappato i soldi dalle mani dello stesso, invitandolo ad andare a denunciarlo, come poi effettivamente è avvenuto.

Intanto il figlio dei due coniugi, Marco Seramondi, ha preso le distanze attraverso Facebook dal sit-in organizzato da alcuni militanti di Forza Nuova davanti all’attività di famiglia: “Voglio scusarmi per quello che sto per scrivere ma, forse per i troppi pensieri che ho in questo momento, non mi ero accorto che il presidio di stasera è stato probabilmente organizzato da un movimento schierato politicamente. Senza offese per nessuno ma non è quello che voglio e che Frank vorrebbe. Chiedo una manifestazione apolitica pacifica e nulla altro. Ve lo chiedo col cuore. Fatelo in onore di Frank e Giovanna“.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Sparatoria a Brescia: morti due coniugi titolari di una pizzeria

11 Agosto 2015

19:32 – Sono morti entrambi: si chiamavano Francesco Seramondi, 65 anni, e sua moglie Giovanna Ferrari, 63 anni, titolari del locale «Da Frank» a Brescia, in via Valsaviore. I killer si sono mossi su un motorino, i volti travisati dai caschi: due, tre colpi di fucile a pallettone prima di fuggire via lasciando i due sull’asfalto. Seramondi muore sul posto mentre per la moglie si tenta l’impossibile ma non c’è stato niente da fare.

Secondo alcuni testimoni interpellati dal Corriere della Sera Seramondi era una persona assolutamente limpida e di tale avviso sembra essere anche la squadra Mobile di Brescia, che ha effettuato i rilievi e fatto partire le indagini. Seramondi aveva denunciato diverse volte attività di spaccio e prostituzione nei pressi della pizzeria e questo, è l’ipotesi iniziale, potrebbe aver fatto scattare un vero e proprio regolamento di conti con lui e la moglie.

11 agosto 2015, ore 12:09Sparatoria nel centro di Brescia: secondo le prima ricostruzioni questa mattina, in pieno giorno e in pieno centro, in via Valsaviore nella zona di Mandolossa, un uomo è stato ucciso e un altro è stato ferito gravemente di fronte ad una pizzeria. Lo comunica una nota dell’Areu, l’Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia.

Il codice rosso è partito alle 10:20 di oggi martedì 11 agosto: sul posto è intervenuta la Polizia. Le vittime sarebbero gestori di una pasticceria e locale notturno, punto di riferimento delle notti di tanti giovani bresciani.

Le condizioni del ferito sarebbero molto gravi e gli uomini del 118 stanno cercando di stabilizzarlo prima del trasferimento in ospedale. Al momento non si conoscono altri particolari della vicenda.

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