La Gabbia, la puntata dell’11 dicembre 2013

La puntata de La Gabbia in diretta su PolisBlog

00.24 Finisce la puntata.
00.16 Si torna in studio con Paragone che suona e canta. Quindi arriva Paolo Hendel.
00.09 Viene riproposto il servizio sui presidi dei contestatori già trasmesso in apertura di puntata.
00.05 Pubblicità.
00.01 Barnard sostiene che lo sciopero fiscale sia l’ultima spiaggia per la salvezza. Ora vediamo il servizio satirico di Saverio Raimondo sulla vittoria di Renzi delle primarie.
23.59 L’appello di Barnard a Letta: “Rendi i titoli di Stato italiani garantiti”.
23.58 Barnard critica i rappresentanti dei movimenti che lo contestano in studio. Poi sulle banche: “Sono degli animali immorali. La colpa è del Parlamento, della politica, che non sa regolamentare le banche”.
23.56 Il ministro Saccomanni rifiuta di rispondere alle domande della signora.

23.52 Un servizio si occupa del caso Inps e in particolare di quello di una 60enne definita tecnicamente “errore contabile”.
23.41 La classifica delle fughe dei politici. Da Amato a Carlo Rubbia. Da Milanese a De Gregorio. Fino a Passera.

23.39 Paragone sbotta: “Le banche hanno grandi responsabilità e non avete nemmeno la decenza di chiedere scusa. Voi siete il vero potere”.
23.37 Sabatini risponde citando la Consob e dicendo che chi sente di essere stato truffato ha tutte le armi legali per difendersi.
23.36 Un albergatore di Jesolo presente in studio chiede che gli vengano fatti “cancellare 500 mila euro di un derivato che mi hanno fatto firmare a mo’ di truffa quando ho chiesto un mutuo”.

23.30 Stefano Belli svela i ‘trucchetti’ delle banche ai danni di chi richiede mutui e prestiti.

23.28 Sabatini: “Noi dobbiamo finanziare tutti, grandi, piccolo e piccolissimi, perché così aiutiamo l’economia italiana. Il problema delle sofferenze è trasversale. Io non devo chiedere scusa a nessuno perché le banche italiane anche fatto quello che dovevano durante la crisi. Anche comprando i titoli di stato, ché se non avessimo comprato le aste del debito pubblico sarebbero andare deserte.”
23.26 Un signore in studio offende Sabatini e i banchieri: “Avete la faccia come il c*lo”.
23.24 Una imprenditrice in studio racconta di essere uscita molto spesso in lacrime dalle banche. Poi incolpa le banche per i suicidi di molti imprenditori.

23.20 Sabatini afferma che le banche italiane, a differenza di quelle tedesche, non hanno ricevuto gli aiuti dallo Stato. Fratini ricorda i soldi ricevuti dalla Bce.
23.18 Sabatini precisa che le banche guadagnano se fanno credito quindi partire dal principio che le banche non vogliono fare credito è sbagliato.
23.13 Un servizio racconta la storia di Fabio Lazzati, imprenditore che produce tessuti, che è in difficoltà dopo che le banche gli hanno revocato i fidi (per colpa di un debito limitato di una società satellite). L’imprenditore spiega che “dovevamo rientrare di 100 mila euro”. Alla fine la banca quasi per ripicca ha inserito l’azienda tra quelle in sofferenza.

23.05 Sabatini precisa che “i crediti superiori ai 25 milioni di euro sono meno di 400” a testimonianza che i prestiti non sono erogati solo ai ricchi. Pubblicità.
23.02 Sabatini: “Anche le banche soffrono la crisi. Fino al 2011 le banche erogavano crediti e prestiti. Poi è cambiato qualcosa: la crisi degli stati sovrani ha provocato un aumento del rischio dell’Italia. Le banche italiane che prestano all’economica più di quanto raccolgono dai cittadini non ottengono abbastanza prestiti dalle banche internazionali”.

23.00 Fusaro: “Quando l’ira divampa e diventa sociale può far paura a chi governa. Il problema non è la gente che inizia a risvegliarsi, ma lo sono gli intellettuali e i politici”.

22.54 In studio nuovi ospiti: Fratini, Fusaro, De Manzoni e Sabatini. Secondo De Manzoni dietro alle proteste dei forconi ci sono molti ex elettori di centrodestra, oggi delusi. In studio i manifestanti negano e ribadiscono che non sono legati a nessun partito politico.
22.53 Il retroscena di ‘Nessuno’, su Napolitano che a Renzi avrebbe chiesto di blindare il governo Letta in cambio di qualche contentino.
22.51 Secondo Barnard questa proposta porterebbe ad avere 30 miliardi di euro a disposizione.
22.48 La proposta di Barnard: congeliamo la discussione su euro e Europa e emettiamo i Mosler bonds, titoli di Stato che però sono garantiti da crediti di imposte.

22.46 Paolo Barnard in studio critica i movimenti di protesta che non fanno i compiti i casa e che quindi non sono abbastanza competenti.

22.44 Nel servizio ascoltiamo le lamentele di imprenditori e lavoratori che devono fare i conti con l’aumento dei costi del lavoro.
22.38 Un servizio sul caso Electrolux, azienda metalmeccanica di Pordenone. I lavoratori (in cassa integrazione da 4 anni) protestano contro la delocalizzazione in Polonia a cui starebbe pensando l’azienda.

22.32 Pubblicità.
22.30 Un servizio sulle tasse e sugli ingorghi fiscali.
22.30 Il sindaco Tarantola palesa il disagio vissuto dai cittadini e da chi amministra i comuni: “Noi non vogliamo fare gli esattori per conto terzi”.

22.28 Un signore in studio lamenta il fatto che il Parlamento (tranne il M5S) abbia votato contro la proposta di dimezzare le indennità dei parlamentari e ricorda che Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti.
22.26 Nuovo collegamento da Torino. La richiesta ai politici è sempre la stessa: “Andate via”.
22.20 Il caso della case Aler sfitte a Milano, circa 5000.
22.16 Danilo Calvani precisa di non possedere alcuna auto (Ricci in studio aveva menzionato la foto) ma di aver ricevuto un passaggio.

22.15 Ricci: “Il Pd è cambiato domenica, non è quello che avete visto fin qui. Dateci fiducia”.
22.13 Ricci dice che la riforma elettorale è da fare subito. Comi nota che però Renzi ha dato come termine il 25 maggio, mentre la legge si potrebbe fare subito.
22.10 La contestazione subita da Napolitano alla Scala.

22.10 Il governo Letta ha ottenuto la fiducia al Senato.
22.06 Le parole di un carabiniere in azione per la prima della Scala e che ha visto la cena di gala con la quale si è chiusa la serata.

22.02 Pubblicità.
22.00 Comi contesta l’assenza dell’aspetto concreto nella protesta.
21.58 Un giovane contestare ribadisce che tutti i politici sono tenuti fuori dalla protesta.
21.57 Renzi non risponde alle domande dell’inviata de La Gabbia.
21.54 Finocchiaro intanto nega di aver fatto arenare la riforma elettorale rimandando al Senato il disegno di legge. Bindi invece sostiene che lei (la Bindi stessa) abbia fatto bene da ministro.

21.50 Il racconto della giornata politica odierna. Rotondi sostiene che i parlamentari (almeno 300) “non contano niente”.
21.49 Truzzi a Ricci: “Finché siete al governo con Alfano, non potete dire niente”.
21.49 Ricci nota che a La Gabbia non si parla della vittoria di Renzi alle primarie nonostante sia stato “un fatto enorme” che ha rappresentato la chiusura di un ciclo. Lo studio si infuria.
21.48 Il conduttore si rivolge a Salvini e invita a suggerire a Cota le dimissioni.
21.46 Un operaio, visibilmente commosso, si augura che Letta faccia qualcosa per le famiglie. Paragone: “Letta può dirci che siamo populisti. Io penso che la fiducia debba prenderla guardando negli occhi i lavoratori che vi abbiamo mostrato”.

21.43 Notarianni: “Il problema non è chi c’è dietro, chi prova a calvacare la protesta prende solo schiaffi. Il problema è chi non c’è stato. Negli ultimi 20 anni non c’è stata opposizione”.

21.41 Il comitato 9 dicembre prende le distanze dalle violenze e chiede di non essere chiamato movimento dei forconi.
21.38 A Torino il consigliere regionale Boni del M5S mostra le mutande a Cota e chiede un rimborso. Il riferimento è allo scandalo scoppiato in Regione. Comi in studio che chi è in Regione è stato votato con la preferenza dagli elettori.

21.36 Quindi il caso dei poliziotti che si sono tolti i caschi di fronte ai manifestanti in segno di solidarietà.
21.35 Nel servizio ascoltiamo le opinioni dei manifestanti che invitano in maniera parecchio decisa un consigliere leghista ad allontanarsi.

21.33 Si riparte dal reportage sulla protesta iniziata domenica notte.
21.26 Pubblicità.
21.25 Lara Comi esprime vicinanza ai cittadini che protestano ma invita a distinguerli da chi compie violenze.
21.22 Collegamento in diretta da Torino, cuore pulsante delle proteste promosse dal comitato 9 dicembre. Il leader Danilo Calvani specifica che la manifestazione non è dei partiti né dei sindacati. Dopo aver definito illegittimi i parlamentari chiosa affermando che “se ne devono andare tutti”.

21.20 In studio ci sono alcuni cittadini che hanno bloccato Rho negli scorsi giorni. Lindo precisa che non si identifica con il popolo dei Forconi.

Non siamo organizzati, tutto è nato sul web. Abbiamo deciso di scendere in piazza perché la politica non c’è. La fiducia a Letta i cittadini non la danno.

Poi se la prende con Napolitano e cita Pertini che non c’è più.

21.19 Matteo Ricci osserva che gli amministratori come lui conoscono bene la condizione degli italiani. Il democratico cita le primarie che sono un segnale di cambiamento, “è una risposta democratica, non violenta”.

21.16 Paragone presenta gli ospiti in studio, ci sono anche Silvia Truzzi e Maso Notarianni.
La giornalista del Fatto si dice non sorpresa dalle proteste di piazze.
21.14 Inizia la diretta, con la copertina dedicata al discorso di Letta alla Camera e agli scontri di piazza.

Si intitola Dannate polemiche la puntata di stasera de La Gabbia, il talk show di La7 condotto da Gianluigi Paragone.
Al centro della discussione ci sarà la protesta dei Forconi che sta provando a bloccare l’Italia e che unisce disoccupati, precari, imprenditori e cittadini comuni proprio nei giorni della vittoria delle primarie del Pd da parte di Matteo Renzi. Ospiti in studio saranno Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia, Matteo Ricci, esponente del Pd e presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Giovanni Sabatini,direttore generale dell’Associazione bancaria italiana e l’immancabile Paolo Barnard.

A partire dalle ore 21.10 PolisBlog seguirà in liveblogging tutta la puntata, nella quale ci sarà spazio per l’ironia di Paolo Hendel e per la satira di Saverio Raimondo.