Ore 12 – Giornali di partito e mercato “drogato”: qual è lo scandalo? E il Pd fa due tv …

La scure del governo sull’editoria alimenta polemiche e divisioni. Si affronta un problema reale (il finanziamento pubblico ai giornali di partito) dandolo in pasto all’opinione pubblica incazzata (giustamente) contro la casta politica e i suoi privilegi ma non si va alla radice del bubbone. I contributi alla stampa di partito poggiano sull’art. 21 della Costituzione,

La scure del governo sull’editoria alimenta polemiche e divisioni. Si affronta un problema reale (il finanziamento pubblico ai giornali di partito) dandolo in pasto all’opinione pubblica incazzata (giustamente) contro la casta politica e i suoi privilegi ma non si va alla radice del bubbone.

I contributi alla stampa di partito poggiano sull’art. 21 della Costituzione, quale sostegno alla libertà di informazione. Che vuol dire aiutare il diritto di esprimersi. Partiti e politici della seconda Repubblica hanno però stravolto il meccanismo istituzionale, con finanziamenti indiscriminati e a pioggia anche a testate “inesistenti”, fogli spazzatura: insomma un pretesto per intascare altri soldi a spese del contribuente.

Una vergogna! Da eliminare. Ma come? Colpendo indiscriminatamente? Perché non basarsi su criteri che salvaguardino le testate “reali” e “autorevoli” ?

La risposta è una sola: è il mercato che deve stabilire se un giornale deve vivere o chiudere. Prendiamo per buono un concetto discutibile. Ma quale mercato?

Quello “finto”, manipolato e monopolizzato da due grandi gruppi televisivi: uno di stato e l’altro in mano a un privato, sostenuto politicamente a nascere e a prosperare, che è presidente del Consiglio? Rai e Mediaset , unico caso in Europa, raccolgono più soldi dalla pubblicità di tutta la stampa italiana messa insieme!

E’ scandaloso che, con la scusa del pluralismo, siano fioriti “fogliacci” inutili con l’unico scopo di arricchire questo o quel “partitino” o questo o quel deputato. Ma, come scrive Liberazione: “E’ scandaloso mantenere, in nome di un principio costituzionale, un minimo di libertà informativa e intellettuale? A chi, sia chiaro, ne possa vantare diritto”.

Domanda finale: chi interverrà mai sul “grande scandalo”, quello del mercato drogato? Non certo D’Alema e Veltroni che giocano a fare la tv … casalinga.