Delitto di Lignano, il DNA esclude amici e familiari: si ipotizza la presenza di un terzo uomo

La morte di Paolo Burgato e Rosetta Sostero continua ad essere avvolta nel mistero. Sono passate due settimane da quel tragico 19 agosto e non ci sono ancora sospetti sui killer e sul movente che li ha spinti ad uccidere.I due DNA isolati sulla scena del crimine – uno maschile e uno femminile – hanno

La morte di Paolo Burgato e Rosetta Sostero continua ad essere avvolta nel mistero. Sono passate due settimane da quel tragico 19 agosto e non ci sono ancora sospetti sui killer e sul movente che li ha spinti ad uccidere.

I due DNA isolati sulla scena del crimine – uno maschile e uno femminile – hanno però permesso agli inquirenti di escludere i parenti più stretti dei due coniugi e i frequentatori abituali dell’abitazione di Lignano Sabbiadoro: le due persone che hanno aggredito e massacrato i coniugi Burgato non erano mai stati in quella casa, o almeno non vi erano entrati negli ultimi tempi.

Per il momento il confronto dei DNA con quelli catalogati nella bancadati interforze non ha dato riscontro, ma il lavoro di comparazione continua senza sosta. Si attendono, nel frattempo, i risultati dei test effettuati sui mozziconi di sigaretta rinvenuti nel giardino della villetta.

L’ipotesi, scrive Il Gazzettino, è che fuori dall’abitazione poteva esserci una terza persona, forse un palo, che non avrebbe partecipato attivamente al massacro. Saranno i militari della Scientifica a fugare ogni dubbio a tal proposito.

Continuano anche le ricerche dell’arma del delitto, un coltello con una lama di almeno 25 centimetri che non sarebbe stato sottratto dalla cucina dei coniugi. I killer, è questa l’ipotesi più concreta, sono arrivati nelle villetta già armati, segno che le loro intenzioni erano chiare fin dal principio.

Foto | ©TMNews

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