Larghe intese, la fiducia del Parlamento. E alla Camera approda la legge di Stabilità

Domani il testo approvato in Commissione Bilancio approda in Aula a Montecitorio, subito dopo il test sulla fiducia della nuova maggioranza di “larghe intese”

Dopo la frettolosa approvazione al Senato, non senza aspre critiche per il maxiemendamento alla legge di Stabilità che ne ha cancellato revisioni e possibili modifiche ed aggiunte, toccherà alla Camera domani cominciare l’analisi del testo, ma non prima di aver espresso nuovamente la fiducia alle nuove larghe intese che sostengono il governo Letta.

Le sforbiciate in Commissione Bilancio, che ha tagliato oltre 1300 emendamenti su 3350 presentati, certamente saranno un grande tema di discussione nell’assemblea di Montecitorio, ma anche sugli emendamenti accettati all’esame d’Aula è promessa battaglia: in particolare l’attenzione è puntata sulla nuova normativa semplificata per la costruzione di nuovi stadi, su cui Legambiente ha lanciato un nuovo “allarme cemento” dopo quello lanciato nel corso del passaggio della legge di Stabilità al Senato.

Ma, trattandosi di legge di stabilità (o finanziaria, che dir si voglia), sono sempre i numeri a farla da padroni, sopratutto dopo il terremoto avvenuto nel mondo politico italiano con la scissione in due del PDL e la consacrazione a segretario del PD di Matteo Renzi, due elementi che hanno fortemente rivoluzionato l’asset a sostegno dell’esecutivo in Parlamento.

Domani sarà infatti l’occasione del voto di fiducia alle nuove “larghe intese”, sempre più risicate a dire la verità, anche se non dovrebbero esserci grossi problemi per Enrico Letta, sia alla Camera che al Senato, nel pomeriggio. A chiarire la posizione del PD, sulla quale si titubava (un po’ a ragione un po’ a fantasia a dire la verità) nei giorni scorsi, è stato proprio il neosegretario Matteo Renzi:

“Il punto è far lavorare l’esecutivo e fargli ottenere risultati, non farlo cadere. […] Non ci sarà alcun braccio di ferro con i gruppi parlamentari.”

La prima segreteria della reggenza Renzi, alle 7.30 dell’11 dicembre, cucirà la linea politica definitiva che i parlamentari del PD dovranno mantenere nelle rispettive assemblee.

Una “cassaforte” costruita attorno alle larghe intese, che tuttavia da tutta l’aria di poter essere scardinata da un momento all’altro: ad accalorare ulteriormente il clima politico ci sono le manifestazioni, in tutta Italia, dei cosiddetti Forconi, che mentre Enrico Letta sarà al Senato per chiedere la fiducia dovrebbero essere ricevuti a San Lorenzo in Lucina da Silvio Berlusconi, presso la nuova sede di Forza Italia.

Foto | Flickr

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