Primarie PD, Massimo D’Alema: “Io fuori, ora altra generazione”

L’ex “lider Massimo” della sinistra italiana si fa da parte: “Ho altri progetti”. Ed apre ai giovani

La “fine”, politicamente parlando, per Massimo D’Alema è stata celebrata in sordina nella notte delle primarie e certificata il lunedì mattina, quando persino i risultati nella “sua” Puglia hanno mostrato come il popolo delle Primarie abbia deciso di rottamare, per usare un termine caro ai fiorentini, la vecchia dirigenza del PD.

La certificazione era arrivata già domenica sera per bocca del neosegretario Renzi, quando dal palco parlava della “fine di una classe dirigente della sinistra”: le “purghe renziane” hanno mietuto immediatamente le prime vittime, con lo staff della dirigenza stravolto e svecchiato, non di poco.

Per D’Alema però il gran colpo è arrivato dalla Puglia, dove i risultati del “suo” candidato Gianni Cuperlo (al quale Renzi avrebbe offerto la presidenza del partito, gentilmente rifiutata dal secondo classificato alle primarie) sono stati, a dir poco, sotto le aspettative. Nel pomeriggio di oggi è arrivata l’amara presa di consapevolezza dell’ex “lider Massimo” del PD:

“La battaglia politica si fa quando c’è il congresso. Ognuno è libero di esprimere la sua opinione ma non io non parteciperò ad una dialettica legittima che ora ha altri protagonisti di un’altra generazione. […] Io mi occupo di altre cose e non voglio essere tirato in mezzo ad una dialettica che ha altri protagonisti che, come è giusto, sono chiamati a certe responsabilità.”

Non è un mistero che D’Alema, nonostante si sia ritirato dalla vita politica attiva, abbia tenuto all’interno del PD un certo potere d’influenza: anche se non è proprio così, la candidatura di Gianni Cuperlo in un certo senso incarnava perfettamente l’eredità dalemiana nel Partito Democratico, che sembra essere stata letteralmente spazzata via dal “nuovo che avanza”.

Al termine del Congresso dunque “baffino”, come è stato definito negli anni (tra gli altri nomignoli), rinuncerà al suo “peso” nel partito e a capitanare qualsivoglia corrente di minoranza nello stesso: un annuncio già paventato a Le Iene qualche giorno fa, ufficializzato oggi con forza, volendo mettere bene in chiaro il ricambio generazionale e non il fallimento della sua scalata nell’ombra; è, forse, la vera ultima pietra sopra la tomba del Pci.

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