Olimpiadi: il pugile Clemente Russo dà una lezione di vita a Meloni e Gasparri

Chi ha fatto sport per una vita, soprattutto nelle discipline cosiddette minori, lo sa: le Olimpiadi sono il sogno, l’apice di qualunque desiderio agonistico. Essere convocato per i Giochi è la più grande gioia per un atleta, e riveste un valore ben superiore alla medaglia o al piazzamento. Significa che tu c’eri. C’eri dopo aver

di luca17


Chi ha fatto sport per una vita, soprattutto nelle discipline cosiddette minori, lo sa: le Olimpiadi sono il sogno, l’apice di qualunque desiderio agonistico. Essere convocato per i Giochi è la più grande gioia per un atleta, e riveste un valore ben superiore alla medaglia o al piazzamento. Significa che tu c’eri. C’eri dopo aver lottato una vita per arrivarci, e nessuno potrà mai più toglierti quello che hai ottenuto.

Per questo noi stiamo con Clemente Russo, il pugile italiano che ha risposto a tono a chi, come il ministro Meloni e Gasparri invitava i nostri atleti a non prendere parte alla cerimonia inaugurale di Pechino. Sì va bene, lo sappiamo che sport e politica non sono sempre separabili, specialmente in occasioni grandi come questa, così come conosciamo e appoggiamo le lotte per i diritti umani di cinesi e tibetani, ma non è disertando la cerimonia che si cambiano le cose. Non è utile e soprattutto non è giusto. Bisognava pensarci prima, quando si sono stoltamente assegnati i giochi a un paese autoritario. Non si è potuto o voluto fare e ora è tardi.

“Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo”, ha detto il campione del mondo pesi massimi di pugilato Clemente Russo senza peli sulla lingua. “Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi. E poi alla ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l’occasione della vita? I politici devono fare i politici, e io sono qui per fare sport – ha poi continuato – quindi non ci penso proprio a disertare la cerimonia d’apertura dei Giochi. Tra l’altro storicamente per i Giochi si sospendono le guerre. Persino nel pugilato, che viene erroneamente considerato sport violento, c’è una fratellanza difficile da riscontrare in altri settori… “

Grazie Clemente per le tue parole coraggiose. Purtroppo c’è gente che non ha mai fatto sport, o se l’ha fatto non ne ha capito lo spirito, e ora dai propri alti palazzi si lascia sfuggire parole in libertà pensando più ad apparire che a essere. Sì, perché essere significa innanzitutto pensare agli altri, ai sentimenti di coloro che vengono coinvolti da una presa di posizione opportunistica e superficiale.

Noi stiamo con lo sport, non quello finto dei Riccò e dei Baldini, ma quello dei Clemente Russo. E ora basta, si dia il via alle gare.