Napolitano: “Polemiche elettorali, nessun voto in vista”

Il Capo dello Stato apre alla riforma del Senato e chiude la porta alle elezioni: “Il Paese sta vivendo un mood negativo, bisogna reagire”

Oramai è diventata una prassi, già descritta qualche settimana fa da noi di Polisblog: quando Enrico Letta non c’è (oggi a Johannesburg in occasione della commemorazione della vita di Nelson Mandela, recentemente scomparso) la politica “balla”, garantendo a giornalisti e lettori una girandola di dichiarazioni al vetriolo che a settembre, a Cernobbio, lo stesso Letta aveva definito “rumore di fondo”.

E’ tornato, quel rumore (a dire il vero non se ne era mai andato, nonostante voti di fiducia, nuove maggioranze, primarie varie e cotillons), e questa volta è dovuto intervenire il Capo dello Stato, in occasione di un convegno sulla ricerca al quale ha partecipato presso il Senato: questa volta Giorgio Napolitano ha parlato di “frastuono” più che di “rumore di fondo”, dicendosi stufo dell’atteggiamento da campagna elettorale dei partiti, che a nulla giova e tanto confonde.

Napolitano ha chiuso definitivamente la porta a nuove elezioni, chiedendo un ridimensionamento dei toni del dibattito politico, nel quale ultimamente va di moda disquisire di fantasiose elezioni, ha detto il Capo dello Stato; poco dopo è entrato invece nel merito delle proposte politiche recenti, in particolare tornando sull’apertura di Renzi fatta ieri sulla riforma del Senato (proponendone l’abolizione):

“Sono convinto che sia possibile tagliare le ridondanze e qualificare in modo nuovo ed essenziale il Senato […] in altri Paesi c’è una Camera Alta che non ha poteri di investitura politica ma altri poteri; il senato francese ed il Bundestag hanno saputo in tempi recenti riformarsi profondamente senza scandalo e con il contributo dei senatori stessi.”

ha spiegato Napolitano, esprimendo però preoccupazione per quel “mood”, un clima, fortemente negativo che si respira nel Paese (un chiaro riferimemto alle proteste degli ultimi giorni e dei salti sul carro di numerosi esponenti politici): secondo la principale prerogativa filosofica del suo ruolo, Napolitano ha tentato di spostare il boccino del dibattito politico su altro, ricevendo in tutta risposta la piccata critica di Renato Brunetta a nome di Forza Italia.

“Mi augurerei, in vista del rinnovo del Parlamento europeo, che si parlasse di Europa non solo, per quanto importante, in termini di riequilibrio finanziario e rilancio della crescita e della occupazione ma anche di altre dimensioni essenziali per il progetto europeo come la comunanza degli sforzi nella ricerca scientifica.”

ha auspicato Napolitano quest’oggi.

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