Prostituzione Roma: le operazioni di Alemanno in strada e su twitter

Su 06blog seguiamo le operazioni di Alemanno contro la prostituzione, dalle strade illuminate dalle lucciole alle case chiuse

di cuttv

L’abbracciamento venale del meretricio e il guadagno praticato con il proprio corpo, è tollerato e gradito ovunque dalla notte dei tempi, ma la prostituzione di chi è posto in vendita, soprattutto in strada, sotto gli occhi ‘benpensanti’ di tutti, è una piaga che non risparmia la capitale e le speciali attenzioni e ordinanze del nostro sindaco.

Dopo le scorribande da centauro di Alemanno lungo le strade illuminate dalle lucciole, è ancora Luca Baccarelli ad aggiornare twitter con foto e report dei controlli della notte scorsa, effettuati dall’Arma dei Carabinieri nel quartiere dell’Eur, dove ancora campeggiano i cartelloni della campagna con il codice a barre sul seno, ma anche su viale Marconi e Cristoforo Colombo, mentre la Polizia di stato era al lavoro su Prenestina, Casilina e Palamiro Togliatti, con i falchi della polizia di Roma Capitale a presidiare e il sindaco a seguire l’intera operazione fino alla fine.

3 ore dall’inizio del servizio e le forze dell’ordine hanno già fermato e controllato oltre cento prostitute”. Ancora una volta, l’occhio e la voce cinguettante del sindaco certificano che i controlli ci sono, l’ordinanza pure (una delle tante).

Allora perché la mappa della Capitale che va a puttane (farina del loro sacco), gentilmente condivisa da Il Portaborse è ancora valida? Perché signorine, signorini e chi vive nella terra di mezzo, nonostante, controlli, rastrellamenti e arresti, torna sempre a praticare la professione in strada?

Dai vicoli del centro alla Cassia, dalla Salaria all’Eur, le strade della capitale sono terreno fertile per le 600 prostitute stimate dal dossier del sindacato di polizia Silp-Cgil Roma (solo?), e un giro d’affari di 130 milioni di euro l’anno, in mano a tutte le mafie del mondo, compresa quella albanese, che arrotonda con droga e armi, protagonista di un recente arresto al Casilino.

Ovviamente se non vogliamo tirare dentro la statistica, i mariti che obbligano mogli a vendersi on line tra le pareti domestiche, i centri estetici che praticano massaggi osé, e tutti quei bordelli clandestini che proliferano all’ombra del vaticano, mentre le case chiuse dalla legge Merlin il 20 febbraio 1958, dopo aver riaperto al cinema, tornano sovente argomento di discussione in campagna elettorale, di tanto in tanto di proposte di riapertura. Il consigliere Pdl Vendetti e i colleghi dei municipi IV, VII e VI, hanno anche fondato il coordinamento romano antiprostituzione.

“Questo proposta è uno sprone per il governo affinché il ddl Carfagna, fermo al Senato, venga approvato il prima possibile – dice – Basta con l’ipocrisia, è meglio avere “case chiuse” che chiudere gli occhi davanti lo scempio che avviene nelle nostre strade”.

Qualcuno ha per caso voglia di spiegare al consigliere perché a Roma si preferiscono le case di tolleranza illegali alle case chiuse?