La morte di Solgenitsin, il dissidente d’acciaio

A molti il nome di Alexander Isaevich Solgenitsin non dirà moltissimo; o meglio, chiunque l’ha sentito nominare almeno una volta, ma per le generazioni post-cortina di ferro questo intellettuale impossibile da piegare non può avere lo stesso significato che ebbe per l’anticomunismo negli anni della guerra fredda. Solgenitsin, premio Nobel per la letteratura nel 1970,

di luca17

A molti il nome di Alexander Isaevich Solgenitsin non dirà moltissimo; o meglio, chiunque l’ha sentito nominare almeno una volta, ma per le generazioni post-cortina di ferro questo intellettuale impossibile da piegare non può avere lo stesso significato che ebbe per l’anticomunismo negli anni della guerra fredda.

Solgenitsin, premio Nobel per la letteratura nel 1970, fu l’uomo di Una giornata di Ivan Denisovic (1962), de Il primo cerchio (1969), ma soprattutto della trilogia Arcipelago Gulag che gli valse l’espulsione dall’Unione Sovietica brezneviana nel 1974. Fu il futuro premier Andropov a salvarlo dalla deportazione in quell’occasione, non prima di averlo definito “uno squallido, tristo figuro”; ma perlomeno non diede corda ai falchi del partito e limitò la punizione all’esilio forzato.

Solgenitsin si recò quindi a Zurigo e poi negli USA, per rientrare infine in URSS nel 1994, grazie a Boris Eltsin che gli ridiede la cittadinanza russa. Dopo una vita di opposizione al potere (vi invito a leggere almeno Una giornata di Ivan Denisovic, mentre Arcipelago Gulag è un grande classico ma molto lungo e impegnativo, vi avverto) negli ultimi anni l’ex-dissidente ammorbidì le sue posizioni, avvicinandosi alla Chiesa Ortodossa e ventilando un forte patriottismo che fece da sponda all’ultimo presidente Putin.

Con Solgenitsin comunque se ne va un uomo indomito, che non ebbe mai paura di soffrire in prima persona pur di non contraddire i propri ideali di giustizia. Un uomo come ce ne sono pochi e che fu il simbolo di una lotta contro le dittatura sovietica che molti, anche all’interno del Partito Comunista Italiano, negarono fino alla fine.