Beppe Grillo lancia una rubrica contro i giornalisti. Dario Fo si dissocia: “Linguaggio inaccettabile”

Il premio Nobel: “Non sono d’accordo sul fare polemica a questi livelli”.

19.16 La nuova rubrica di Beppe Grillo contro i giornalisti non piace a uno dei più celebri, e più fedeli, sostenitori del Movimento 5 Stelle, Dario Fo, che in un’intervista a Europa dice: “Ho letto delle risposte di Grillo più sottili e ironiche. E poi considerate le vendite che ha l’Unità vuol dire dare peso e valore a qualcuno che non ne merita. Di certo non è il mio linguaggio e credo non l’abbia scritto neanche Grillo. Dev’essere qualcuno che lavora nella comunicazione. Non mi piace. Non accetto un linguaggio di questo genere. Non bisogna scendere alla brutalità dei giornalisti. Io non sono d’accordo sul fare la polemica su questi livelli”. (fine aggiornamento)

Beppe Grillo inaugura, sul suo blog, una rubrica segnaletica contro i giornalisti che, a suo parere, direbbero falsità sul Movimento 5 Stelle. La definiamo “segnaletica” perché i post sono corredati dalla foto del giornalista di turno, destinato a diventare oggetto delle invettive di Grillo. La rubrica è “interattiva”: i grillini possono dare suggerimenti sulle “vittime”, segnalando articoli giudicati irrispettosi nei riguardi del M5S. Primo obiettivo del tiro al bersaglio è stata oggi la giornalista de L’Unità, Maria Novella Oppo.

Secondo il leader (non leader) dei pentastellati, la Oppo avrebbe espresso opinioni, sul quotidiano del Partito Democratico, offensive e pretestuose. Grillo le ha riportate sul suo blog: “Ogni giorno una pagliacciata dei grillini […] fanno casino […] dimostrano di non saper fare e di non aver fatto niente per il popolo italiano […] inscenano gazzarre […] sono succubi di Berlusconi. Casaleggio va elucubrando ai danni dell’Italia“. E ancora: “Grillo vuole tutto, soprattutto il casino totale […] un brulichio di piccoli fan [sono] divenuti per miracolo parlamentari e tenuti al guinzaglio perché non si prendano troppe libertà“.
Grillo ha terminato il suo intervento sostenendo che la Oppo ha le ore contate, perché il Movimento abolirà i finanziamenti all’editoria e per una giornalista “mantenuta dai contribuenti da 40 anni” non ci saranno alternative: dovrà cercarsi un altro lavoro.

Ovviamente gli articoli della Oppo non si limitavano ai commenti riportati dal comico (ex comico), ma presentavano pareri più ragionati. Ma lasciamo stare questo aspetto.
La cosa sorprendete, a nostro avviso, è come Enrico Letta, o chi per lui, non si lasci sfuggire un occasione per replicare a Grillo su Twitter. Il presidente del Consiglio è subito caduto nella trappola di Casaleggio, alimentando il giochino puerile del butta giù dalla torre il giornalista servo del potere. Ecco a voi il tweet di Letta:

Per amore di cronaca riportiamo anche qualche commento dei supporter di Grillo al suo articolo:

Questa persona non è una giornalista, al massimo è una giornalaia porta a porta

Quello che infastidisce, oltre al fatto che esistano esseri così, è che purtroppo c’è gente che legge e crede a quello che dicono. Uniti vinceremo *****

Cosa ci dimostra tutto ciò? Guru e paraguru del Movimento, al fine di lanciare una proposta politica (abolizione dei finanziamenti all’editoria in questo caso), scelgono di appoggiarsi a operazioni di “sciacallaggio mediatico a bassa intensità“. In questo modo tutti ne parleranno (Letta compreso) e la notizia diventerà virale. Seguendo tale logia, però, il problema vero diventa un altro. Lo spazio di discussione si riduce al grado zero, altro che democrazia della rete! Quello che si perpetua è solo una polarizzazione: o con noi o contro di noi.

Non siamo certi che le bagarre di Grillo, come pensano in molti, possano sfociare in atti violenti. In realtà danno solo il via ad un libero sfogo (passivo) in rete, da cui Grillo ha tutto da guadagnare. Il favore più grande glielo fanno, però, i suoi avversari, che non riescono a scherzare in maniera creativa (o quantomeno ad ignorarlo), così inevitabilmente Beppe acquista punti. Se, poi, arriva anche la sequela di manifestazioni di solidarietà, come se la Oppo fosse stata vittima di minacce terroristiche, allora la situazione diventa ridicola. E in questo caso chi è più ridicolo vince: Grillo.