Voto di scambio, arresti in Sicilia

Terremoto all’Assemblea Regionale Siciliana: 5 arresti, bufera su due deputati regionali

11:19 – Come già riportato questa mattina l’inchiesta sul voto di scambio in Sicilia nelle elezioni regionali del 2012, coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti Amelia Luise, Francesco Del Bene, Annamaria Picozzi e Dario Scaletta, aveva già fatto scattare un avviso di garanzia per Bevilacqua nell’ottobre 2013, per malversazione, appropriazione indebita ed usura.

Secondo gli inquirenti infatti il politico avrebbe incentivato il voto di preferenza su se stesso, durante la campagna elettorale, grazie alla distribuzione di beni e derrate alimentari del “Banco opere di carità” destinate alle famiglie povere di Palermo: un vero e proprio business quello fatto emergere dalle fiamme gialle nel 2013, quando sequestrarono 48 pacchi di pasta, 10 pacchi di fette biscottate, 170 confezioni di marmellata, 50 pacchi di formaggi, 18 barattoli di legumi. Tutta merce con marchio “Aiuti Ue – prodotto non commercializzabile”.

Oggi l’inchiesta sembra essersi allargata ad altri deputati dell’Ars: Nino Dina, il quale ha alle spalle (scrive Repubblica) un’archiviazione per concorso esterno in associazione mafiosa, accusato di alcune frequentazioni non proprio cristalline, Roberto Clemente, eletto alla Regione con Pid-Cantiere popolare è stato sorpreso alcuni mesi fa ad un incontro con il capomafia Filippo Bisconti, pedinato dai carabinieri nell’ambito di un’indagine sulla cosca del paese di Misilmeri, e l’ex deputato Franco Mineo che nel 2012 si candidò con Grande Sud ma non raggiunse il numero necessario di voti per Sala d’Ercole: secondo gli inquirenti Mineo, già condannato a 8 anni e 2 mesi per peculato e intestazione fittizia, è accusato di aver fatto da prestanome a un rampollo di mafia dell’Acquasanta.

Secondo quanto si apprende infatti la pesante accusa di voto di scambio piomba addosso a due deputati regionali in carica all’Assemblea Regionale Siciliana: questi sarebbero Nino Dina, eletto nell’Udc e oggi presidente della commissione Bilancio dell’Ars, e Roberto Clemente del Cantiere popolare-Pid, ma anche sull’ex onorevole Franco Mineo, già deputato di Grande Sud, e su Giuseppe Bevilacqua che sfiorò, sempre per il Pid Cantiere popolare, la vittoria al Comune di Palermo. Come spiega il blog LiveSicilia Bevilacqua già due anni fa era stato raggiunto da un avviso di garanzia per malversazione e appropriazione indebita: avrebbe utilizzato per fini propri, fra cui la campagna elettorale, i generi alimentari (pasta, formaggi ed altro) del “Banco opere di carità” destinati ai poveri.

Mercoledì 27 maggio 2015, ore 9:05 – Questa mattina la Guardia di Finanza di Palermo ha portato a termine cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per cinque le persone con l’accusa, a vario titolo, di compravendita di voti nelle elezioni del 2012 per il rinnovo del consiglio comunale di Palermo e dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Moneta di scambio voto-favori sarebbe stata, spiegano gli investigatori, addirittura l’assunzione in qualche ente pubblico, oltre al pagamento contante di vere e proprie prestazioni elettorali da parte di persone disposte a vendere la propria preferenza.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Palermo: secondo l’autorità giudiziaria i cinque avrebbero promesso o ricevuto denaro e altre utilità in cambio di voti per sè o per altri nelle elezioni comunali e regionali del 2012. L’inchiesta sarebbe partita da alcune microspie piazzate dalle Fiamme Gialle che cercavano di ricostruire i nuovi assetti mafiosi in una grossa fetta della città. I particolari dell’operazione, denominata Agorà, saranno resi noti in una conferenza stampa questa mattina alla procura di Palermo.

(in aggiornamento)