Delitto Pasolini, Archiviata ultima inchiesta. Il cugino: “Serve Commissione parlamentare”

La Famiglia Pasolini, dopo l’archiviazione dell’ultima inchiesta sui fatti dell’Idroscalo di Ostia, chiede una Commissione parlamentare

L’unico condannato per il delitto di Pier Paolo Pasolini rimarrà Pino Pelosi. A sancirlo è l’archiviazione del gip Maria Agrimi, che ha recepito le conclusioni del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del pm Francesco Minisci. In questo modo, si chiude l’ultima inchiesta sui fatti dell’Idroscalo di Ostia del 2 Novembre 1975.

Per la Procura, non è stato possibile appurare l’appartenenza dei cinque profili genetici isolati su alcuni reperti. Inoltre, le tracce genetiche non sono collocabili nel tempo e nessun indizio rilevante è venuto fuori dalle deposizioni dei 34 testimoni nel corso degli accertamenti. Pelosi, per parte sua, ha rilanciato più volte l’ipotesi di non essere da solo, ma le sue esternazioni rimangono lacunose e contraddittorie.

Ad opporsi alla richiesta di archiviazione è stata la difesa. Stefano Maccioni, il legale di Guido Mazzon, cugino di Pasolini, ha così commentato la decisione odierna: “Non nascondiamo una evidente amarezza in relazione alle motivazioni addotte dal giudice a sostegno della propria ordinanza di archiviazione. Ancora una volta si è persa l’occasione per indagare sul vero movente di questo omicidio“.

L’avvocato ci ha anche tenuto a specificare che nell’atto di opposizione all’archiviazione avrebbe fornito nuove piste investigative, soprattutto in relazione al ruolo svolto dalla malavita romana e agli ultimi lavori dello scrittore. In conclusione, il legale, rispettando le volontà del suo assistito, si è augurato che la documentazione prodotta non cada nel vuoto, “continuando a ritenere necessario di fare piena luce su questo delitto“. E per questo motivo, ha chiesto “l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta“.

Che Pelosi non fosse solo quella notte all’Idroscalo è una considerazione che si può fare solo alla luce del “buon senso”. Già a partire dalle prime indagini, condotte in maniera poco accorta, emergeva una certa perplessità sul fatto che Pino “la rana” potesse avere agito senza l’aiuto di nessuno. E dei dubbi rimangono anche sul fatto che sia stato realmente lui l’autore dell’omicidio. Ma queste, a quasi quarant’anni dall’accaduto, sembrano ipotesi destinate a rimanere tali.