Approvata la spending review al Senato: ancora novità per i farmaci

Il Senato ha approvato il dl sulla spending review con alcune modifiche

di guido

Con 217 voti a favore, 40 contrari e 4 astenuti la spending review è stata approvata dall’aula del Senato ed è pronta per il passaggio finale a Montecitorio, dove dovrà diventare legge prima della chiusura estiva dei lavori, altrimenti il decreto legge decadrà. Il Pd e il Terzo Polo hanno votato compatti, mentre all’interno del Pdl si sono registrate una decina di defezioni.

Rispetto al testo uscito dalla Commissione Bilancio, che avevamo riassunto ieri, l’unica novità di rilievo riguarda le prescrizioni mediche e i farmaci “griffati”. Mentre nel testo originale si prevedeva che il medico prescrivesse in ricetta il solo principio attivo, nel testo approvato è comparsa una maggiore discrezionalità.


Il medico dovrà indicare il nome chimico del principio attivo, ma manterrà la facoltà di indicare un medicinale specifico – quindi di marca – a base dello stesso principio attivo. Perché la prescrizione sia vincolante per il farmacista, il medico dovrà indicare in ricetta anche una “sintetica motivazione obbligatoria”. In questo modo si dovrebbero evitare, secondo i relatori, abusi da parte di chi prescrive, ma sembra comunque un passo indietro rispetto alla prima stesura. Per i malati cronici già in cura, restano valide le vecchie norme.

Tra le altre novità del decreto, un taglio ai costi di Bankitalia (anche per i dipendenti di Palazzo Koch i ticket per i pasti scendono a 7 euro, e le ferie non godute non potranno essere monetizzate) a cui fa da contraltare l’annullamento dei tagli alla ricerca (circa 30 milioni di euro) previsti per il 2012. Rispetto al previsto, aumentano i tagli alle intercettazioni telefoniche: altri 5 milioni oltre ai 20 già disposti in precedenza.

Foto | ©TMNews

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