Ore 12- La scure di Berlusconi si abbatte sui giornali. Duro colpo alla democrazia

Magari ad applaudire saranno proprio i “grillini” o, comunque, quelli che gridano “era ora!” a ogni colpo inferto alla politica e ai suoi strumenti. Stavolta la scure del governo, (con la scusa di rimettere ordine e “semplificare” il settore) si abbatte sull’editoria. Più precisamente Berlusconi sferra un colpo mortale ai giornali più deboli (con modesti

Magari ad applaudire saranno proprio i “grillini” o, comunque, quelli che gridano “era ora!” a ogni colpo inferto alla politica e ai suoi strumenti. Stavolta la scure del governo, (con la scusa di rimettere ordine e “semplificare” il settore) si abbatte sull’editoria.

Più precisamente Berlusconi sferra un colpo mortale ai giornali più deboli (con modesti introiti pubblicitari), principalmente quelli di partito, cui verrà meno, in tre anni, il contributo statale di ben 357 milioni di Euro. Potrebbero così scomparire dalle edicole, o uscirne fortemente ridimensionati, giornali come Il Manifesto, l’Unità, Liberazione, Europa, Il Secolo, la Padania, Avvenire, Rinascita, il Riformista, il Foglio, Libero, Aprile ecc.

Si dirà: pari e patta, a rimetterci saranno sia i partiti di maggioranza che quelli di opposizione. Ma non è così. Basti pensare alla potenza di tiro mediatico che, al di là dei giornali direttamente di partito, esprime Silvio Berlusconi rispetto a tutti gli altri per capire la differenza.

I contributi dello Stato sono da sempre elargiti (non solo in Italia) sulla base del principio che la stampa libera, indipendente e pluralistica è uno dei pilastri fondamentali della democrazia.

Il fabbisogno per il 2008 dell’editoria in generale è di 589 milioni di euro, 190 per i contributi diretti e 399 per gli indiretti, agevolazioni fiscali, elettriche e satellitari. Quei contributi che vanno principalmente alle grandi testate quali il Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 ore che hanno grandi introiti pubblicitari, spesso superiori agli incassi delle vendite.

Il senatore Vincenzo Vita del Pd parla di “delitto perfetto” e lo stesso senatore Alessio Brutti del Pdl non nasconde la sua “profonda delusione per questi tagli che mettono nei guai decine di giornali venduti in edicola, che hanno migliaia di abbonati e occupano centinaia di giornalisti e impiagati”.

Evidentemente il premier, già proprietario di grandi televisioni è quanto meno poco interessato ai piccoli giornali. E ha fretta di chiudere anche questa vicenda tant’è che per fare passare la norma viene posta la fiducia. Un nuovo elemento di pericoloso deterioramento del clima democratico che va ad aggiungersi allo smantellamento di un diritto costituzionale quale la libertà di informazione.

Berlusconi corre come un treno per raggiungere, stazione dopo stazione, i propri obiettivi, per non dire i propri interessi politici e imprenditoriali. E il Pd e la sinistra? Corrono come i gamberi, all’indietro. E si vedono smantellare colpo su colpo un patrimonio politico e culturale di grande portata.

Vivissimi complimenti al primo (il Cavaliere) e … ai secondi (Veltroni e compagni).