Ucraina: la protesta continua, ma il governo ha ancora la fiducia

Bocciata la mozione di sfiducia al governo Azarov presentata dai filo-europeisti.

In Ucraina continuano le proteste dei filo-europeisti contro il presidente Viktor Yanukovich che nel frattempo è volato in Cina per una visita ufficiale.
Intanto il governo di Nikolai Azarov oggi ha avuto la conferma della fiducia. È stato infatti respinta la mozione di sfiducia presentata dopo che è saltata la firma dell’accordo di associazione dell’Ucraina all’Unione Europea. Sono 186 i deputati che hanno votato a favore della mozione, 40 in meno di quelli necessari. per far saltare l’esecutivo.

Azarov ha chiesto scusa per la repressione subita dai manifestanti pro-Ue da parte delle teste di cuoio Berkut, inoltre ha detto che l’Unione Europea ha offerto un compenso economico per la firma dell’accordo di associazione e libero scambio. Il primo ministro ucraino ha anche ribadito la proposta di un tavolo di trattative tra il suo Pese, la Russia e l’Ue per discutere dei problemi scaturenti dall’eventuale intesa con Bruxelles.

Nella mappa i luoghi della protesta di Kiev e il voto di sfiducia.

Bianco

Kiev, ucraini in piazza per l’Ue: feriti e arrestati fra i manifestanti

Lunedì 2 dicembre 2013

Continuano le tensioni a Kiev, dove da giorni i manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro Viktor Yanukovic, il presidente che si è opposto all’associazione dell’Ucraina all’Ue.

Gli attivisti stanno occupando i principali luoghi dell’amministrazione pubblica della capitale ucraina: dopo aver preso possesso del municipio di Kiev e della sede presidenziale di via Bankovskaya, i manifestanti sono stati sgomberati da quest’ultima dalle teste di cuoio ucraine. Gli attivisti e i poliziotti si sono fronteggiati per circa tre ore: alle cariche dei manifestanti che hanno lanciato pietre e oggetti, le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e ordigni assordanti.

Gli scontri con la polizia davanti al palazzo presidenziale non sono stati esenti da colpi di armi da fuoco.

Alcuni manifestanti e un centinaio di agenti sono rimasti feriti negli scontri con la polizia. Anche i giornalisti sono stati caricati e le telecamere distrutte. I manifestanti resistono lanciando pietre e sfidando le teste di cuoio, qualcuno di loro esibisce la bandiera ucraina. Il presidente Yanukovic ha incontrato nella sua residenza fuori dalla capitale alcuni alti dirigenti del paese e, secondo fonti non ufficiali, sarebbe orientato a dichiarare lo stato di emergenza in Ucraina o, quantomeno, a Kiev.

Fra i capi della rivolta c’è il campione mondiale dei pesi massimi Vitali Klitschko, uno dei leader dell’opposizione, nonché candidato presidenziale in pectore. Ieri in un’arringa ai manifestanti ha invitato il capo dello Stato alle dimissioni per avere scippato al Paese il sogno dell’integrazione europea:

Se questo governo non vuole realizzare la volontà del popolo, allora non ci sarà un governo del genere, non ci sarà un presidente del genere, ci saranno un nuovo governo e un nuovo presidente,

ha dichiarato alla folla.

“Rivoluzione, rivoluzione”, “l’Ucraina è l’Europa”, “Gloria all’Ucraina”, “Uniti siamo forti”, “Via la gang” sono gli slogan scanditi dagli attivisti per le strade di Kiev. La manifestazione in programma per oggi potrebbe radunare più delle 100mila persone che sono scese in piazza nell’ultimo week end.

Foto © Getty Images