Ucciso imprenditore nel Bresciano: regolamento di conti o rapina finita male?

Ucciso con due colpi d’arma da fuoco e poi legato con del filo elettrico. E’ morto così l’imprenditore edile Maurizio Cirillo, 33 anni, in quello che in un primo momento agli inquirenti è sembrato un regolamento di conti in un contesto mafioso.Secondo una prima ricostruzione l’uomo sarebbe tornato ieri sera da una cena con il


Ucciso con due colpi d’arma da fuoco e poi legato con del filo elettrico. E’ morto così l’imprenditore edile Maurizio Cirillo, 33 anni, in quello che in un primo momento agli inquirenti è sembrato un regolamento di conti in un contesto mafioso.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo sarebbe tornato ieri sera da una cena con il padre ed avrebbe parcheggiato la sua Bmw nel garage a Lumezzane, Brescia, dove ad attenderlo c’era il suo assassino.

Il suo corpo è stato trovato verso le 23 dai genitori dell’uomo, avvertiti da un passante che aveva sentito rumori sospetti provenire dal garage.

Cirillo, padre di due figli di 8 ed 11 anni, era titolare di una piccola impresa edile nata circa tre anni fa e viene descritto da tutti come una persona “buona, a cui se chiedevi una cosa te ne offriva due“.

E mentre da una parte si segue la pista della tentata rapina finita in tragedia, parallelamente si sta indagando anche sulla sua vita privata e sulle sue frequentazioni.

Via | Giornale di Brescia