Europee, verso lo sbarramento al 4%

La proposta del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli arriverà in Consiglio dei ministri domani. E’ ora di definire, infatti, le regole del gioco in vista delle prossime Europee. Non ancora si conosce nei dettagli il testo che presenterà il Governo eppure si succedono diversi rumors che indicano nella soglia di sbarramento al 4%, nella preferenza

La proposta del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli arriverà in Consiglio dei ministri domani. E’ ora di definire, infatti, le regole del gioco in vista delle prossime Europee. Non ancora si conosce nei dettagli il testo che presenterà il Governo eppure si succedono diversi rumors che indicano nella soglia di sbarramento al 4%, nella preferenza unica e nell’aumento delle circoscrizioni a dieci o quindici, le principali novità rispetto alla legge elettorale esistente.

Un compromesso tra le due ipotesi avanzate nei giorni scorsi dai principali partiti italiani con il Pd che chiedeva la soglia al 3% e fino a due preferenze (più l’obbligo della differenza di genere) e con il Pdl che immaginava uno sbarramento al 5% e le liste bloccate al posto delle preferenze. Ma, se ne discuterà in Parlamento cercando di trovare – sulla scia del testo di Calderoli – una mediazione tra le due forze politiche entrambe convinte che la semplificazione partitica avviata con le elezioni politiche dello scorso aprile, debba essere mantenuta anche a Strasburgo. Materia di contesa, probabilmente, sarà il discorso sulle preferenze. C’è già nel Pd chi denuncia come con la preferenza unica si rischia di non eleggere donne.

In merito alla soglia di sbarramento, comunque, è utile far notare che gli ultimi sondaggi fotografano una situazione leggermente diversa rispetto a quella di aprile con la Sinistra L’Arcobaleno – per fare solo un esempio – in crescita dell’1,2% (4,3%).
Tuttavia, indipendentemente dal numero di partiti che stavolta potrebbero farcela, una svolta era necessaria. Con il sistema in vigore sarebbe bastato, infatti, prendere l’1% per eleggere un deputato a Strasburgo ed avere così – soprattutto – accesso al finanziamento pubblico. Una singolarità tutta italiana.