Coppa Italia basket 2014 pagelle: Sassari da 9, bocciate Cantù, Milano e la formula

Sassari ha trionfato al Forum di Assago, conquistando la sua prima Coppa Italia. Diamo i voti alle protagonisti della tre giorni milanese.

Le Final Eight di Coppa Italia si sono chiuse con il trionfo di Sassari. Un successo storico per la società sarda e per l’intera regione, al primo trofeo della loro storia, che ha interrotto il dominio di Siena, durato cinque anni. Una tre giorni con risultati deludenti dal punto di vista del pubblico (8.000 spettatori solo nella prima giornata, per la finale solo 4.500 persone presenti al Forum di Assago), ma con più di una sorpresa sul parquet.

Diamo i voti alle squadre protagoniste e non solo:

SASSARI 9 – Era arrivata al Forum come probabilmente la squadra più in difficoltà, è uscita con le braccia alzate ed un trofeo probabilmente insperato alla vigilia. Ha eliminato la grande favorita Milano, dopo una partenza ad handicap, ed ha preso fiducia, fino al trionfo finale. E’ la vittoria anche della filosofia di gioco di coach Sacchetti, che in molti non ritenevano potesse essere vincente.

REGGIO EMILIA 8 – Ha dato un calcio alla sfortuna, che gli ha tolto l’asse titolare play-pivot Cinciarini-Brunner, ed ha disputato una Final Eight superlativa. Ha creato la seconda sorpresa più grande, eliminando Cantù, poi se l’è giocata fino alla fine con Sassari, lanciando anche alcuni giovani come Mussini e Pini, non certo conosciuti dal grande pubblico (e non solo).

SIENA 7.5 – E’ sulla carta sempre più debole, rispetto agli squadroni degli anni passati, ma è sempre lì, dimostrando che la mentalità vincente non si compra al supermercato. Un’altra finale, eliminando Roma e Brindisi, per poi cadere contro Sassari, anche a causa di un primo tempo in cui le percentuali dalla lunga distanza sono state disastrose.

BRINDISI 6 – Ha avuto la meglio su un’avversaria pericolosa come Venezia, raggiungendo per la prima volta la semifinale, però contro Siena è sempre costretta ad inseguire senza mai dare la sensazione di poterla vincere, anche se era una gara alla portata degli uomini di Bucchi.

VENEZIA E ROMA 5 – I lagunari, esclusa una partenza lampo, hanno disputato una gara piuttosto anonima, così come lo è stata interamente quella della formazione capitolina contro Siena. Forse entrambe erano già appagate dall’essere presenti al Forum di Assago. Potevano sicuramente fare di più.

CANTU’ 4.5 – Male, come l’anno scorso. Sembrava quasi una formalità il quarto di finale contro una Reggio Emilia senza Brunner e Cinciarini, invece la squadra di Sacripanti non ha azzannato la partita, permettendo agli emiliani di crederci ogni minuto sempre di più. Erano probabilmente la seconda favorita alla vigilia, non hanno rispettato il pronostico.

MILANO 4 – Un’altra delusione per Giorgio Armani e l’Olimpia. Quest’anno sembrava esserci tutto per poter alzare il trofeo, a 18 anni di distanza dall’ultimo successo: la squadra andava bene, le avversarie tutte acciaccate ed il campo di casa. Invece, è arrivata un’eliminazione al primo turno, dopo un inizio travolgente, fino al +16.

FORMULA 4 – Quattro partite in un giorno, tra l’altro con solo due ore e mezza di distacco tra una gara e l’altra, si sono rivelate un flop. Spalti praticamente deserti per le prime due gare (se non per la presenza di tantissimi bambini invitati nell’anello superiore) ed anche per gli spettatori a casa quasi l’impossibilità di seguire le partite, causa gli impegni di lavoro. Se l’idea è di non fare quattro giorni per abbattere i costi, concetto assolutamente rispettabile, molto meglio ridurre la manifestazione ad una Final Four nel weekend, con i quarti di finale in casa della meglio classificata. Anche gli incassi sarebbero superiori.

Foto Alessia Doniselli

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