Rugby&Regole – Come cambia la mischia no contest in Italia

Abbiamo già parlato della novità introdotta dall’Irb riguardo alle mischie no contest. Novità che, però, verranno introdotte arbitrariamente dalle diverse federazioni e non si applicheranno agli incontri internazionali. Almeno per ora. Ma come si è mossa la Federazione italiana? Ha fatto suoi i consigli del Board e, se lo ha fatto, come li ha applicati.

Abbiamo già parlato della novità introdotta dall'Irb riguardo alle mischie no contest. Novità che, però, verranno introdotte arbitrariamente dalle diverse federazioni e non si applicheranno agli incontri internazionali. Almeno per ora. Ma come si è mossa la Federazione italiana? Ha fatto suoi i consigli del Board e, se lo ha fatto, come li ha applicati. Per una volta questo blog deve applaudire la Fir, le cui scelte sono state sicuramente ricettive del "diktat" internazionale, ma con un paio di distinguo capibili e giustificabili.

Da questa stagione, sui campi di Super 10 e Serie A avremo un tracollo delle mischie no contest. La furbata da quartierino cui certi coach ci avevano abituato l'anno scorso non sarà più ammessa e, finalmente, i piloni smetteranno di cadere a terra come ballerine colpite da un toro inferocito. Gli infortuni (o presunti tali) caleranno visibilmente e le prime linee potranno bere e mangiare durante il terzo tempo senza doversi ricordare quale gamba era quella da far zoppicare.
La Federazione Italiana Rugby, infatti, ha deciso di introdurre nel massimo campionato e in Serie A la possibilità (non l'obbligo, si noti bene) di portare un ventitreesimo giocatore. Questi, che indosserà la maglia 23, deve per forza essere un giocatore di prima linea, con l’adeguata esperienza e preparazione a ricoprire tale ruolo. Insomma, un cambio in più in caso di infortunio di pilone/tallonatore, a evitare proprio che finisca il materiale umano a disposizione per giocare una vera mischia. Otto uomini, quindi, in panchina, ma la possibilità di sostituirne solo sette. La squadra che, invece, iscriverà ventidue giocatori nel foglio gara potrà continuare a farlo nel rispetto della regola 3.5, che prevede l’inserimento di minimo due giocatori di prima linea tra i sette di riserva.
Nel caso di ulteriore infortunio e di impossibilità a effettuare una sostituzione in prima linea si disputeranno le mischie no contest, ma la formazione che ha "rinunciato" a un giocatore dovrà finire il match in 14 giocatori. Non solo, ma durante le no contest un giocatore dei trequarti dovrà spostarsi in mischia, la quale verrà effettuate sempre con otto elementi per squadra, lasciando così sguarnita la linea arretrata.

Come detto, questa regola varrà solo per il massimo campionato italiano, cioé l'attuale Super 10, e per la Serie A, sia Girone 1 sia Girone 2. La scelta di escludere dalla riforma i campionati inferiori è dettato da una questione di logica. Spesso, soprattutto in Serie C, i club fanno fatica ad arrivare ad avere 22 effettivi per gli incontri. Obbligare ad avere cinque/sei prime linee convocate e, comunque, rischiare di costringere a giocare molti match in inferiorità numerica, è stato reputato sbagliato. Nelle serie minori, quindi, la no contest si disputerà come sempre fatto fino a oggi.

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