Rugby&Solidarietà – L’Australia dice no alla discriminazione sessuale

Nelle ultime settimane la palla ovale australiana (non per forza il rugby a XV) si è trovata ad affrontare scandali e polemiche legate al sesso, alla violenza e all’alcol. Un’immagine, arrivata fin sui quotidiani italiani, non certo positiva di una nazione e di un movimento sportivo che fa della lealtà e della sportività i suoi

Nelle ultime settimane la palla ovale australiana (non per forza il rugby a XV) si è trovata ad affrontare scandali e polemiche legate al sesso, alla violenza e all'alcol. Un'immagine, arrivata fin sui quotidiani italiani, non certo positiva di una nazione e di un movimento sportivo che fa della lealtà e della sportività i suoi cardini. Arriva ora un'altra notizia (ovviamente da noi passa in sordina) che getta ben altra luce sul rugby australiano. La nazionale, infatti, ha appoggiato una campagna stampa di sensibilizzazione contro la discriminazione dei gay.

Stirling Mortlock, il capitano dei Wallabies, Al Baxter, David Pocock e Stephen Moore ci hanno messo la faccia e, come potete vedere nelle immagini qui sotto, hanno preso parte a una campagna fotografica a favore dell'integrazione sessuale, nello sport e non solo. Quattro cartelli che non lasciano dubbi: "Ognuno merita una possibilità nello sport. Reagisci contro l'omofobia", "Non conta chi tu sei, conta come giochi in campo", "Siamo dalla parte della diversità nello sport" e "Tutti i rugbisti sono degli energumeni stupidi. Tutti i gay sono dei deboli. Rifiuta gli stereotipi, accetta le persone".
Un impegno forte a fianco dell'organizzazione "This is Oz", un segnale importante che arriva da un ambiente che ha sempre portato con sé un'aura omofobica e in un Paese che, come detto, ha dovuto affrontare diversi scandali legati al machismo e all'abuso sessuale. Un segnale ancora più importante per la presenza di capitan Mortlock, non solo un grande campione, ma anche un leader e un giocatore che "fa tendenza".

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