Look di governo: lo spoil system alla Prestigiacomo

Uno dei meriti maggiori di questo governo è l’aver messo al centro della propria battaglia culturale la meritocrazia, altro che la sinistra fannullona. A ricordarci questa indiscutibile verità, dopo i caldissimi consigli in Rai di Berlusconi (qui un esempio dall’Espresso), le ultima gesta di Stefania Prestigiacomo, attuale ministro dell’ambiente. Nonostante il suo essere schivo e

Uno dei meriti maggiori di questo governo è l’aver messo al centro della propria battaglia culturale la meritocrazia, altro che la sinistra fannullona. A ricordarci questa indiscutibile verità, dopo i caldissimi consigli in Rai di Berlusconi (qui un esempio dall’Espresso), le ultima gesta di Stefania Prestigiacomo, attuale ministro dell’ambiente. Nonostante il suo essere schivo e le sue poche apparizioni pubbliche, il ministro sta operando e producendo già i primi risultati concreti.

Ha decapitato il Parco nazionale del Cilento, cacciato il presidente Domenico De Masi che si era presentato alla comunità abolendo i riti di un ceto politico piuttosto nullafacente, avido, a volte corrotto, quasi sempre inerme di fronte agli scempi che hanno devastato una delle coste più belle d’Italia. De Masi ha rivoluzionato l’organizzazione del personale e ridato capacità di azione e autonomia professionale. In un deserto di idee e di azioni, le innovazioni del presidente sono subito apparse un piccolo esempio virtuoso in mezzo a corruzione e mafie.

Vignetta | Alexmat, Flickr

Si era dunque sulla strada buona quando è intervenuta Stefania Prestigiacomo, “il ministro operoso, la donna silenziosa che analizza prima di deliberare, conosce prima di decidere, ascolta prima di parlare”. A De Masi ha chiesto di confermare le dimissioni che, in gesto di cortesia, le erano state recapitate. “Sa, ho pressioni dal territorio…”.

Le pressioni, dunque. Stefania proprio non sapeva in quale guaio si sarebbe cacciata. Da due settimane è asfissiata dalle proteste, dalle invocazioni pro De Masi. Un blog raccoglie le firme a sostegno del presidente cacciato; le associazioni dei volontari piangono, gli albergatori annunciano serrate. Firme, petizioni, una rivolta imprevista.La Prestigiacomo ancora non ha accettato le dimissioni. Disorientata da tutto questo chiasso, intrappolata nell’idea dello spoil system: ovvero cacciare e a prescindere.

Non c’è che dire, sono arrivate al governo persone con una mentalità nuova, finalmente: non se ne poteva più dell’Italietta che va avanti a colpi di raccomandazioni e favori politici. Con questi ministri e con questa destra una nuova rinascita è alle porte.