Il governo cade sui combustibili sintetici

Chiamatelo pure “incidente di mezza estate” (La Russa). Ovvio che si tratta di “un episodio senza significato politico” (sempre La Russa) ma un significato tuttavia ciò che è accaduto questo pomeriggio a Montecitorio, dovrà pure averlo. Accade che alla Camera il Governo viene battuto su un emendamento dell’opposizione al decreto legge Milleproroghe con 250 sì,

Chiamatelo pure “incidente di mezza estate” (La Russa). Ovvio che si tratta di “un episodio senza significato politico” (sempre La Russa) ma un significato tuttavia ciò che è accaduto questo pomeriggio a Montecitorio, dovrà pure averlo. Accade che alla Camera il Governo viene battuto su un emendamento dell’opposizione al decreto legge Milleproroghe con 250 sì, 246 no e tre astenuti. Si tratta di un comma che, essenzialmente, modifica le disposizioni in materia di quota minima di carburanti da fonti rinnovabili da immettere annualmente al consumo, aggiungendo alle tipologie di carburanti attualmente previste i “combustibili sintetici”. Nulla di grave, chiaro. Ma etichettarlo come una conseguenza dell'”appesantimento del lavoro parlamentare” (ancora La Russa) è davvero eccessivo.

Il vero problema è l’assenteismo della maggioranza. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, lo ha chiamato – esattamente due mesi fa – complesso dei cento: “una situazione nella quale c’è un forte divario di presenze e di numeri tra maggioranza e opposizione causato da una sorta di complesso di faciloneria”. Che forse, meglio, è meglio ribattezare “di superiorità”. Se tutti i deputati della maggioranza, infatti, pensano che essendo cento in più ognuno è legittimato a fare quello che vuole è ovvio che “la maggioranza scompare” e, le “figuracce“, sono destinate inevitabilmente a ripetersi.