Rifondazione: Ferrero castigamatti farà tabula rasa delle giunte di sinistra

Si considera chiusa la fase di collaborazione organica con il Partito Democratico. Questa la lapidaria linea con cui la mozione Paolo Ferrero ha vinto il congresso di Rifondazione Comunista. E sempre questo in buona sostanza il motivo base per cui Vendola se n’è andato infuriato, annunciando ai quattro venti che “hanno voluto distruggere il partito”.

di luca17

Si considera chiusa la fase di collaborazione organica con il Partito Democratico. Questa la lapidaria linea con cui la mozione Paolo Ferrero ha vinto il congresso di Rifondazione Comunista. E sempre questo in buona sostanza il motivo base per cui Vendola se n’è andato infuriato, annunciando ai quattro venti che “hanno voluto distruggere il partito”.

Ma quali sono le conseguenze pratiche della linea impostata dal nuovo leader? Sul fronte nazionale per il momento nessuna, dato che Rc non ha parlamentari, ma dal lato amministrativo sono innumerevoli le giunte che potrebbero cadere a causa dell’irrigidimento dei vertici. Il primo caso bollente è quello della Regione Calabria, che alle spalle già ha uno storia travagliata di fuoriuscite e ventilati rientri. «Entrare nella giunta regionale calabrese – ha detto Ferrero- è una cosa pessima politicamente e moralmente». Ma Scarpelli (vendoliano) ribatte che la decisione in questo senso era già presa, e che il neo-segretario “capirà”.

Più difficile la situazione a Bologna, dove gli organi locali di Rc hanno già fatto presente che “a fronte della ricandidatura dal Pd di Sergio Cofferati o di un candidato di stampo cofferatiano, il nostro partito ribadisce che sarebbe indisponibile a costruire un’alleanza elettorale con le forze moderate e sosterrà un candidato alternativo”. Ma l’attuale sindaco ha già annunciato che si ricandiderà, rinunciando dunque all’aiuto di una fetta consistente di chi lo appoggiava. A Milano dal canto suo Penati vanta il primato di presidente provinciale più detestato da Ferrero che lo ha sprezzantemente definito “uno dei volti peggiori della linea legge & ordine che oggi va di gran moda”. Per ora Rc siede in consiglio senza problemi, in futuro chissà.

Più disteso invece il clima in Alto Adige e in Liguria, dove il segretario regionale di Rifondazione Giacomo Conti ha tenuto a rassicurare il governatore Burlando confermandogli la fiducia del partito. Va detto che il neo-segretario, come subodorando il clima incendiario, ieri in un’intervista a Radiouno Rai ha annunciato che Rc è dotata di una struttura antiverticistica e lascerà ogni decisione sulle alleanze locali ai delegati regionali, ma certo qualcosa è cambiato e quando la lotta si farà dura anche il discorso delle giunte senza alcun dubbio rientrerà in gioco.

Intanto Ferrero incassa il plauso di Sinistra Critica, partito che ha ottenuto lo 0,46% alle scorse elezioni (circa 300.000 voti tra Camera e Senato), il cui leader Flavia D’Angeli ha parlato di inizio di una nuova storia della sinistra italiana, lasciando intendere che potrebbe tornare nel partito. Opposti invece i toni del Pd, che a voce Nicola Latorre (dalemiano di ferro) parla di “differenza molto profonda tra l’attuale gruppo dirigente di Rinfondazione Comunista e una prospettiva riformista”.