Russia, fermato il killer delle due donne di Kazan: la scritta “Free Pussy Riot” era un tentativo di depistaggio

Igor Danilevsky, professore di 38 anni, è stato fermato stanotte a Kazan, in Russia, con l’accusa di aver ucciso due donne e di aver scritto col loro sangue il messaggio Free Pussy Riot nel tentativo di depistare le indagini.

E’ finita nella notte la latitanza di Igor Danilevsky, professore di 38 anni sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Farida Zaripova, 76, e, Liliya Zaripova, 38, madre e figlia uccise con un totale di 20 coltellate tra il 24 e il 26 agosto a Kazan, in Russia.

Il presunto killer – che col sangue delle vittime ha scritto il messaggio “Free Pussy Riot” su un muro dell’abitazione del delitto – ha già confessato il massacro ed ha anche ammesso di aver scritto quel messaggio, un chiaro invito a liberare le tre esponenti del gruppo punk recentemente condannate a 2 anni di carcere, nel tentativo di depistare le indagini e farla franca.

Le autorità, però, non si sono fatte ingannare dal messaggio – definito “una sporca e abominevole provocazione” dall’avvocato della band – ed hanno fin da subito scavato nella vita delle due vittime: Danilevsky, insegnante di una università di Kazan, è un ex compagno di studi di Liliya Zaripova. E’ bastato un interrogatorio per farlo crollare. Alla base del delitto, scrive RIA Novosti, ci sarebbe una storia di debiti.

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