Arrestato il latitante Giuseppe de Stefano

Latitante da 15 anni, è stato catturato oggi pomeriggio il boss della ndrangheta Giuseppe de Stefano, che deve scontare ancora una condanna definitiva a 18 anni e affrontare una sentenza di primo grado che lo ha condannato a 30 anni. Inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, dice Il Tempo:Giuseppe De Stefano e’

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Latitante da 15 anni, è stato catturato oggi pomeriggio il boss della ndrangheta Giuseppe de Stefano, che deve scontare ancora una condanna definitiva a 18 anni e affrontare una sentenza di primo grado che lo ha condannato a 30 anni. Inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, dice Il Tempo:

Giuseppe De Stefano e’ figlio di Paolo, il capo della ndrangheta reggina assassinato il 10 ottobre 1985. Quell’uccisione fu la causa scatenante della seconda guerra tra cosche che provoco’ oltre mille morti ammazzati. De Stefano si nascondeva in un’abitazione del rione Eremo, nella zona collinare di Reggio Calabria.

Il Capo della Mobile di Reggio, riporta Tele Reggio, ha detto in conferenza stampa:

Abbiamo seguito per tanto tempo un sorvegliato speciale suo fiancheggiatore che abbiamo arrestato. Si tratta di Giovanni Tavella, uno dei fedelissimi del boss latitante. Egli stesso abitava nello stabile dove abbiamo catturato De Stefano, al quarto piano. De Stefano invece, in compagnia della moglie e dei due figli, lo abbiamo individuato al sesto piano quando siamo riusciti a capire che in quell’appartamento vi erano certamente dei bambini. Giuseppe De Stefano infatti, nelle festività principali e durante i periodi estivi era solito ricongiungersi alla propria famiglia. Quando ha capito che lo avevamo raggiunto, ci ha aperto la porta, non ha fatto alcuna resistenza e ci ha riferito che non era in possesso di armi. Probabilmente – ha concluso Renato Cortese – Giuseppe De Stefano in queste ultime settimane aveva deciso di rimanere stabilmente nel suo territorio, forse a causa di alcune lotte intestine che si sarebbero verificate all’interno della sua cosca di appartenenza”.

Giuseppe è fratello di Carmine, anche lui all’epoca nella lista dei 30 ricercati più pericolosi d’ Italia. Il Corriere diceva nel 2001:

Nonostante la giovane età, Carmine De Stefano, sposato con la figlia del boss Coco Trovato, ereditò lo scettro del comando dopo la morte del padre, Paolo De Stefano, incontrastato boss di Reggio Calabria, assassinato da Pasquale Condello, ancora oggi latitante, durante la guerra di mafia che dall’ 85 al ‘ 92 vide contrapposti a Reggio Calabria il gruppo dei De Stefano e quello di Imerti (più di mille i morti). Assieme al fratello Giuseppe, di un anno più piccolo, Carmine De Stefano regge le fila dell’ organizzazione che ha in mano la città dello Stretto.

Se non prendo lucciole per lanterne, si tratta della stessa famiglia de Stefano che Indymedia cita in un breve pezzo del Quotidiano sui rapporti tra criminalità organizzata, P2 ed eversione nera:

Dal 1993 in poi la collaborazione di numerosi pentiti consentì di ricostruire i contatti intercorsi nel 1970 ad Archi tra i potentissimi De Stefano e il principe Borghese o la copertura offerta a Franco Freda da alcuni esponenti di spicco della ‘ndrangheta reggina. I segreti di certi incontri si disse che erano custoditi tra le mura di palazzo Zerbi a Reggio Calabria.

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