Calcio, diritti televisivi e sogni infranti

Permettetemi una piccola considerazione sul calcio, un tema decisamente off topic per queste pagine, ma di cui oggi voglio scrivere giusto per esprimere una piccola voce fuori dal coro (forse non l’unica).Io ci avevo creduto, solo per un attimo, forse ci ho sperato. Un anno senza calcio in chiaro sulla Rai, senza tutti quei sedicenti

Permettetemi una piccola considerazione sul calcio, un tema decisamente off topic per queste pagine, ma di cui oggi voglio scrivere giusto per esprimere una piccola voce fuori dal coro (forse non l’unica).

Io ci avevo creduto, solo per un attimo, forse ci ho sperato. Un anno senza calcio in chiaro sulla Rai, senza tutti quei sedicenti esperti predicanti moduli di gioco, acquisti fuori mercato o metodi di gestione delle squadre in modo innovativo. Senza il calcio parlato, quello del prima, del dopo e del durante. Quella passione nazionale che Calciopoli sembrava aver fatto arrivare alla nausea anche agli anziani del Bar Sport. Immaginavo spazio offerto all’universo di sport che oggi viene dimenticato.

Ma accoci ora al punto di partenza. L’accordo c’è. 55 milioni di euro, in due anni, spesi per mostrare in esclusiva tra le 18 e le 22 le quattro migliori azioni delle partite (in serata poi tocca anche a Mediaset). Sarebbe stato forse un regalo troppo grande a Berlusconi e a Murdoch che il calcio fosse relegato solo nelle tv a pagamento? Forse parte di quei soldi poteva finire per un servizio pubblico diverso, finalmente slegato dall’idea che in Italia c’è il calcio, solo il calcio, tutto il calcio.

Sognavo di vedere in televisione altri sport anche al di fuori dei 20 giorni olimpici a cadenza quadriennale, ma era un sogno e come tale doveva finire. L’accordo c’è e nel weekend signori e signore inizia il campionato. Non ce ne vogliano su Calcioblog, ma a noi di Outdoorblog piace sognare! Non ci resta che fare sport, piuttosto che guardarlo!

Foto | Calcio.noiblogger

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