Affari italiani – Dondi dà il ben servito a Roma: “Addio Sei Nazioni”!

“Ho già dato avvio alla ricerca di un’alternativa all’attuale sede del Sei Nazioni in Italia. Roma non sarà più la sede del Torneo a partire dalla stagione 2011. Purtroppo per quest’anno le cose sono andate troppo avanti: calendari e tutto il resto sono già predisposti ma il rugby italiano si è stancato delle promesse da

“Ho già dato avvio alla ricerca di un’alternativa all’attuale sede del Sei Nazioni in Italia. Roma non sarà più la sede del Torneo a partire dalla stagione 2011. Purtroppo per quest’anno le cose sono andate troppo avanti: calendari e tutto il resto sono già predisposti ma il rugby italiano si è stancato delle promesse da marinai che ci arrivano da Roma, perché per lo Stadio Flaminio non si sta facendo niente".
Una bomba in piena regola quella sparata da Giancarlo Dondi, e affidata alla penna di Giacomo Mazzocchi e il suo velino. Addio 6 Nazioni romano e, come si legge subito dopo, giochi ancora apertissimi per la Celtic League. Ieri avevo chiesto al presidente Dondi un gesto di coerenza. Beh, a parole è arrivato. Ora aspettiamo i fatti.

"Non ritengo neanche chiuso il discorso della Celtic League: ho i miei seri dubbi che il budget presentato dai Pretoriani sia sostanziato per il 20 settembre dai soldi degli enti locali romani”.
Insomma, Comune, Provincia e Regione bocciati senza appello dal presidente federale, il quale ha dovuto subire lo smacco celtico per aprire gli occhi. Che il Flaminio fosse in una situazione imbarazzante da anni era sotto gli occhi di tutti, che le istituzioni romane non fossero interessate a risolvere la situazione era palese eppure è servita la bocciatura trevigiana ad aprire gli occhi a Giancarlo Dondi.
Il quale, ora, minaccia di cercare un'altra sede per il torneo continentale e, soprattutto, rimette in gioco l'elezione romana nella Celtic League. L'avevo scritto ieri. Dondi è furioso per la scelta dei Praetoriani. Qualcuno di molto vicino a lui (Checchinato?) lo ha tradito. La politica e l'inciucio hanno avuto la meglio sulla meritocrazia. Questo è quello che, a parole, Dondi dice da tre giorni. Ora, però, alle vaghe parole ha sostituito chiare e precise minacce. Da Roma caput mundi (come sembrava sabato sera) si è passati a Roma kaputt. Addio 6 Nazioni e addio Celtic League. Questa è la minaccia del presidente Dondi.
Cui fa seguito, sulle colonne de Il Gazzettino, la dichiarazione del vicepresidente federale Zeno Zanandrea (il cui voto molti hanno dato contrario a Treviso), anch'essa forte e netta "Il Benetton non doveva avere problemi per essere ammesso in Celtic League. La candidatura dei Pretoriani non sta in piedi. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarò a Roma per iniziare a spulciarne le caratteristiche e poi riferirò al presidente Giancarlo Dondi. La partita per il Veneto non è assolutamente chiusa". Zanandrea è infatti stato nominato membro della commissione che dovrà valutare, entro il 30 settembre, la validità delle candidature degli Aironi e dei Praetoriani. Il consigliere, poi, ha respinto le accuse di aver votato contro Treviso, garantendo anche per gli altri colleghi veneti "Abbiamo votato compatti per Treviso, lo do per certo – assicura – Noi non abbiamo tradito e Treviso. Sono stati gli altri a coalizzarsi contro per l’invidia verso i successi del Veneto e per antipatia verso il Benetton". Certo, con il voto segreto queste dichiarazioni trovano il tempo che trovano.
L'ho scritto a proposito del comunicato della Benetton Treviso, lo ripeto ora. In dieci anni di giornalismo ho sentito tante parole, ho letto tanti comunicati pomposi. Prima di crederci, però, amo vedere i fatti. E, per ora, i fatti dicono che il 6 Nazioni si disputa a Roma e che in Celtic League andrà una franchigia romana. Questa è la realtà, il resto, per ora, sono solo parole.