Il Prc ritrova l’unità contro il Pd. Ma è solo un’illusione

A Chianciano Terme, dove si celebra il congresso di Rifondazione, per un momento si ci è illusi che si potesse ritrovare l’unità in un partito, ormai spaccato in due tra Vendola e Ferrero. E’ accaduto con l’intervento di Fausto Bertinotti che, partendo da quella che ha definito una “sconfitta di portata storica” ha spiegato come

A Chianciano Terme, dove si celebra il congresso di Rifondazione, per un momento si ci è illusi che si potesse ritrovare l’unità in un partito, ormai spaccato in due tra Vendola e Ferrero. E’ accaduto con l’intervento di Fausto Bertinotti che, partendo da quella che ha definito una “sconfitta di portata storica” ha spiegato come “quando un operaio tesserato per la Fiom va a votare Lega non bisogna considerarlo uno sciocco: è un preciso segnale per indicare che è stata tradita un’attesa”.

La sinistra, insomma, secondo Bertinotti deve ripartire dal basso, dalla classe operaia che alle ultime elezioni gli ha voltato la faccia. E così, citando Marx, invita il Prc a ripartire “dalle casematte, dal basso, dalla non delega” per ricostruire un nuovo movimento operaio. Tutti i 630 delegati applaudono ritrovandosi anche nell’attacco al Pd e a Di Pietro: “Oggi non c’è opposizione perchè non c’è la sinistra. Il Pd non ha i fondamenti per essere un partito di opposizione e Di Pietro appartiene ad una cultura della destra”. La standing ovation – riferiscono le agenzie – “durerà cinque minuti”.

Ma si tratta, in realtà, solo di un’illusione. Breve, brevissima. Le divisioni e le inimicizie si faranno risentire, sicuramente, domani quando, nell’ultima giornata del meeting comunista, ai delegati verrà chiesto di esprimere la loro preferenza tra le due mozioni rimaste in piedi. Chi la spunterà tra Paolo Ferrero e Nichi Vendola? Al momento sembra che il governatore della Puglia sia in pole position forte del suo 47,7% di partenza.

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