Lo spread supera i 520 punti e la borsa crolla

Ma perché in Francia lo spread non sale?

Sembra di essere tornati indietro di 7 mesi: lo spread torna sui livelli di inizio gennaio e sfonda quota 500. Dopo il venerdì nero non c’è nessun “rimbalzo” a far tirare un sospiro di sollievo, Piazza Affari crolla di nuovo e il differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi risale attorno a quota 520, con un rendimento decennale al 6,3. Se la situazione si sta facendo davvero nera in Italia, non arriva nessun sollievo neanche per la Spagna: spread a quota 642 e rendimento che vicino ai massimi storici del 7,4%.

E le borse? In una situazione che sembra andare dritta verso il panico, tutte le piazze stanno perdendo. A cominciare ovviamente dalla nostra Piazza Affari, che perde attorno al 3,5%. Mentre Londra, Francoforte e Parigi sono attorno al -1,5%. La situazione non è diversa anche nel resto del globo, mentre – al solito – si attende l’apertura di Wall Street nella speranza, probabilmente vana, che dia una botta di vita ai mercati. Ma cos’è che sta facendo diffondere il panico? Lo spiega Repubblica:

Pesa anche il Pil della Spagna ha registrato nel secondo trimestre 2012 una contrazione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Su anno la contrazione è stata dell’1%. Sono le stime comunicate dalla Banca di Spagna nel bollettino mensile in attesa dei dati ufficiali che verranno pubblicati il 30 luglio. La Banca di Spagna evidenzia che la domanda interna ha subito una “flessione più accentuata rispetto al trimestre precedente”, mentre l’export ha mostrato una “ripresa moderata”.

Mentre in Spagna e Italia le cose sembrano aver ripreso ad andare a rotoli, in molti si stanno facendo una domanda: ma perché in Francia lo spread non sale? Anche oltre le Alpi le cose non vanno bene, il Paese ha perso la Tripla A, il rapporto deficit/pil sarà attorno al 4,5% (il doppio del nostro) e l’economia è, di fatto, in stallo. Eppure, i loro titoli biennali rendono lo 0,12% e i titoli decennali hanno uno spread attorno ai 100 punti. Com’è possibile una differenza del genere? Lo leggiamo su Il Post.

Il fatto è che oramai non stiamo più assistendo a un fenomeno di ”fuga verso la sicurezza” (quei momenti di grave incertezza sui mercati in cui ci si rifugia acquistando soltanto obbligazioni di paesi ritenuti invincibili), ma di “fuga verso la sicurezza relativa”. In altre parole, con i titoli tedeschi che praticamente non fanno guadagnare più nulla, gli investitori stanno cercando nuovi strumenti dove investire il proprio denaro. Di questa situazione stanno beneficiando i paese semi-core (“quasi al centro”), cioè Francia e Belgio, che assicurano ancora un rendimento ai loro titoli di stato e in più sono percepiti come abbastanza sicuri. Quale che sia la ragione, al momento il governo francese si può finanziare (cioè può emettere debito e raccogliere soldi sui mercati internazionali) a un costo molto basso. Questo potrebbe spingere Hollande a non alzare le tasse sul lavoro e sull’impresa, favorendo una ripresa economica del paese.

Mentre noi dobbiamo sputare sangue perché troppo a rischio, e mentre la Germania rischia di non attrarre investitori perché “troppo poco rischiosa”, la Francia se la ride. Il suo essere un paese moderatamente a rischio attrae gli investitori in cerca di guadagni ma contemporaneamente le consente di finanziarsi con bassi tassi di rendimento. Mors tua vita mea.

Foto | TM News