Governo Prodi: le cinque cose che non voglio rivedere

In un romanzo di Nick Hornby, Alta Fedeltà, c’è un personaggio che come passatempo è solito proporre agli interlocutori degli elenchi; tipo “le 5 migliori canzoni di Bob Dylan”, “i 5 migliori film sulla mafia”, “i 5 migliori romanzi d’avventura”. Ecco io vi propongo quelle che per me sono le “5 cose che non vorrei


In un romanzo di Nick Hornby, Alta Fedeltà, c’è un personaggio che come passatempo è solito proporre agli interlocutori degli elenchi; tipo “le 5 migliori canzoni di Bob Dylan”, “i 5 migliori film sulla mafia”, “i 5 migliori romanzi d’avventura”. Ecco io vi propongo quelle che per me sono le “5 cose che non vorrei rivedere” intorno alla politica: se vi va dite le vostre.

1. Il senatore Nino Strano. Avete presente quel tipo che si vedeva in TV durante le riprese di una seduta (burrascosa) del Senato che urlava con la mano accanto alla bocca, con gli occhiali scuri ed il golfino rosso sopra la giacca? Ma ci pensate ad un tipo così, il cui stilista e mentore è probabilmente “er Canaro”, che vota le leggi dello Stato in cui viviamo? Uno così che fa qualcosa che, comunque e dovunque, ha un’influenza sulla nostra vita quotidiana? Ecco. Pensateci. Verrà rieletto. Con il PDL.

2. Nanni Moretti sul palco di una manifestazione che dice “con questi qui non vinceremo mai!” ecc. e via con i girotondi (alla nostra età ! ma dai …) ed il rinnovamento della politica e la critica dei partiti e vai a rabboccare l’indignazione. E poi ora in un dibattito a dire che tante cose sono cambiate (ma non c’erano D’Alema e Rutelli su quel palco ??!!) e che il PD è una grande speranza. Allora, a me Moretti non piaceva nemmeno ai tempi di Ecce Bombo, bestemmio dicendo che Aprile è una pizza orribile (per me il cinema è Roy Batty che parla con Deckard prima di morire) ma questa sua incursione nella politica vera è proprio stata una porcata. Si accontenti di aver potuto anche solo simulare l’amore con la Ferrari, faccia i suoi caimani e sulle giostre ci vada solo con i parenti stretti, meglio se bambini.

3. Gustavo Selva che simula un malore per farsi portare con una ambulanza di servizio ad una sede televisiva per una dibattito … e poi, anche e soprattutto, lo dice ! Ho un’età che mi permette di ricordare lo stesso che arrivava in video: “da Bonn, Gustavo Selva” e mi era perfino simpatico come lo erano tutti quei corrispondenti da città esotiche; ma quelli erano i tempi in cui il mondo e la geografia li si imparava anche con Giochi Senza Frontiere e per me Selva, Orlando, Frajese rimangono associati a Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. Ma finire a fare una zingarata come quella dell’ambulanza è segno di una vecchiaia davvero triste. Non verrà rieletto, con il PDL. Addio, Gustavo. For ever from Bonn.

4. Romano Prodi a Chetempochefa che dice con una voce adatta alla gravità ed alla solennità del momento che non riceverà il Dalai Lama perché in certi momenti ci si deve ricordare della Ragione di Stato. Ok, Romano, te lo vorrei proprio dire: il mio Stato, lo Stato in cui vorrei vivere è quello che riceve il Dalai Lama perché rappresenta un popolo oppresso e perché un popolo oppresso si riconosce in lui che è una persona mite e perbene; il mio Stato è quello che offre al Dalai Lama tutta la solidarietà possibile e che si adopera perché in Tibet ci vadano i caschi blu, bianchi, vermigli, gialli ecchissenefrega il colore basta che ci vada qualcuno. Questa è la mia Ragione e quello il mio Stato: e che vergogna sentire Prodi in quel modo. Non lo risentirò. Poveri i suoi nipotini: e invece magari è anche carino e bravo, come nonno, chissà.

5. Torino. Manifestazione. Per i morti alla Thyssen. Un signore con la testa leggermente piegata di lato, occhiali, baffi, accento meridionale, un giornale in mano a mostrarlo davanti, a tutti, a tutti che guardino lì. Un signore che dice me l’hanno ammazzato. Che schifezza morire a trent’anni, morire lavorando, morire per 1000 euro; che schifezza morire così e con i comunisti al governo: è così che ce lo immaginavamo il tempo del Potere Operaio? Oltre e dopo i petardi delle campagne elettorali la politica vera è fatta di carne, sangue, ossa, sudore e lacrime. Ci ricorderemo quel signore o i nani e le ballerine?

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